Servizi
Contatti

Eventi


Ciao, cara Roberta, attrice e regista dei tuoi racconti. Mi piace pensarti pianta di azalea, resistente al sole, al vento e persino alla neve, colorata di un fucsia che rappresenta le sfumature del rosso passione e del rosa sogno, simboli ricorrenti nei tuoi pensieri e nei tuoi personaggi. Mi piace pensarti donna che graffia uno specchio per cercarsi e cercare il pianeta-uomo, attenta a carpire gli attimi oscuri e scomodi dell'affascinante scoperta del fiorire.

Ma quanta fatica costa aprire i petali al vento! Eppure tu, Roberta, hai avuto il coraggio di spezzarti per guardare in ognuno dei frammenti e snodare i grovigli dell'anima. Perché tu non vuoi essere la fotocopia di ciò che vorresti essere: tu vuoi esistere nella tua completa incompletezza.

Sei ritratto "vivo", coperto dal sudore del tempo che ha visto il tuo ingresso nell' "incubo", labirinto dove più ci si riconosce e la solitudine diviene palpabile in modo terribile. Ma ne sei cresciuta, consapevole, guardando con ancor più minuziosa attenzione il mondo che ti circondava.

Anche la luce fioca di una lampadina può salvarci dalla tempesta e tu l'hai scorta.

Adesso hai meno timore di guardare dietro e davanti a te: ognuna delle donne presenti e passate ti appartiene perché sei sempre tu quella donna e le radici crescono ben salde, nella madre terra, proprio perché sei divenuta la madre di te stessa.

Ed i sogni, i ricordi, li stringi forte: sono il respiro che ti accompagna nella vita-morte di ogni giorno e notte in cui elabori le tue sensazioni e lasci libero l'inconscio.

Bagnati ancora, Roberta azalea, alla rugiada della tua mente! Spunteranno sempre tante piccole foglie a riflettere la tua grande capacità di amare, mantenendo vivi sia gli attimi nascenti che quelli lontani.

Tu, fra i tralci del grande albero di ogni esistenza, sei pronta ad accogliere i mutamenti, assaporando le dolci asprezze di una ciliegia ed il caldo succo di un chicco d'uva.

L'importante, in questo teatro stupendamente tragico è l'esprimersi stando insieme, simili a cuccioli sempre tanto bisognosi di dare e ricevere calore; come in un "letto" enorme, dove sogno e realtà si fondono. E' qui che ti abbraccio, nel fiorire e rifiorire di una amicizia.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza