|
| |
Introduzione a
Uno squarcio di sogno
di Daniela Quieti
La
scheda del
libro

Ubaldo Giacomucci
Questa silloge di poesia di Daniela Quieti testimonia una ricerca espressiva
articolata sui temi del rapporto d’amore, con uno stile scorrevole e di notevole
essenzialità. In particolare si nota una sorta di idealizzazione dell’amore che
porta a considerare gli apparenti spunti autobiografici come vere e proprie
maschere, spunti per una scrittura in versi.
Il ritmo serrato, la coerenza stilistica, la tensione espressiva concorrono alla
realizzazione di una raccolta di poesie che superano il tradizionale concetto di
poesia d’occasione per testimoniare una dimensione esistenziale della ricerca
poetica, con una verve di cui la poesia contemporanea ha più che mai bisogno
(considerato che molti poeti oggi si muovono su coordinate di notevole
astrazione formale).
Scrittura poetica di valore, dunque, che attesta quella vitalità della poesia,
di cui parlava già Alfredo Giuliani nell’introduzione all’antologia “I
Novissimi” (Edizioni Il Verri, prima edizione), in questi termini: “è difficile
soffocare con le intimidazioni critiche il bisogno di parlare in versi.
Io credo, senza escludere che altri abbiano fatto o stiano facendo del loro
meglio, credo che le poesie qui raccolte aprano più di uno spiraglio, e che sia
quasi impossibile ignorare le esperienze e la carica vitale che noi, ciascuno a
suo modo, abbiamo tentato di mettere nel linguaggio.
C’è qui, voglio dire, qualche risultato tangibile e un’offerta a pensare
e a dire.
Anche
se i testi di questa silloge non possono essere de scritti come vicini
all’esperienza della neo-avanguardia, ma sono vicini alla tradizione letteraria,
certo attestano quella vocazione al parlare in versi che dimostra
l’Autrice con garbo e coerenza.
| |
 |
Materiale |
| Introduzione a “Uno squarcio di sogno” di Daniela Quieti |
|
saggistica
|
|
| Autori |
| • | Ubaldo Giacomucci |
|
|
|
Pubblicato su: Libro citato, da nr.3/2011 |
| |
|
|