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Palazzo Montanari: tra poesia e musica
Si e svolto a
Palazzo Montanari un inedito e felice incontro culturale, promosso dalla Banca
"IntesaSan Paolo", seguito da un vastissimo pubblico, che ha visto
splendidamente abbinati insieme musica e poesia. Commentate dagli intermezzi
musicali del pianista Paolo Maria Censori e della flautista Nicoletta Zannoni
sono state lette le poesie di due illustri poeti padovani Padre Norberto Villa O.B. S. Abate di Praglia, autore del libro
La mia barca è una conchiglia e di
Maria Luisa Daniele Toffanin, autrice dei libri Dell'azzurro ed altro,
A Tindari, Per colli e cieli insieme mia euganea terra, Dell'amicizia-my read
hair, Iter ligure e Fragmenta. Il felice connubio fra musica e poesia
è
stato illustrato dal padovano Renzo Pegoraro, docente di Bioetica presso la facoltà teologica del Triveneto.
"La poesia della Toffanin evoca la presenza divina nella bellezza del creato
–
ha detto Pegoraro –, ricordando la sua poesia: "O divina energia / e sorgiva
d'armonia / da mano ispirata / qui attinte, a dare linfa / a colore pietra ed
altro. / Schegge d'eterno ovunque intorno".
Il richiamo divino
e spirituale emerge anche nella poesia di Norberto Villa, nei cui salmi si
accentua il travaglio del cuore e dell'esperienza umana, che è segnata da una
nostalgia di pace, ma anche dall'esperienza concreta dei drammi, delle
contraddizioni, delle sofferenze che sono dentro il cuore dell'uomo. Non è
tanto un sole che sorge dall'alto, ma una luce che emerge dalle vicende e dal
vissuto, che dà senso alla nostra vita e alla nostra speranza e diventa
preghiera.
I salmi di padre
Norberto e le liriche della Toffanin rappresentano la poesia che coniuga la
ricerca di invocazione e la contemplazione, l'affidamento dell'anima a Dio, la
danza dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti, delle nostre gioie e delle
nostre speranze. Come canta la Toffanin nella sua poesia: "Con giro di danza /
la casa mi ruoto alla vita / che brulica fuori / di fiori e di erbe. / E odora
di humus e di cielo / in rugiadosi intarsi. // Qui si imperla ogni tua alba /
in parole e gesti puri / nel mio mattino / aperto a vicini profili tersi".
La danza esprime
magnificamente l'incontro fra 1'humus della
terra e il cielo, come nel salmo 2028 di padre Norberto: "Nel chiostro pensile
/ intimo grembo soffuso di chiarore lunare / è dolce rinascere alla speranza /
danzando nel girotondo di ventotto colonne / la ballata per il cammino / di un
perenne ritorno". E così, nel salmo 2002: "Soltanto lo spettacolo della natura /
trionfa / a distesa / nelle mille voci sinfoniche / di un coro invisibile / e
dardeggia / con arcobaleni fantasmagorici / le onde sempreverdi / sulla
sequenza collinare. // Lo spasmo / di un applauso frenetico / è il colpo di
scena / che mi richiama alla nuda realtà / di un teatro deserto / e mi
costringe a danzare / nella pupilla del tuo occhio / un addio / senza fine".
Nello spinto della danza, espresso in maniera significativa dal connubio
poesia-musica, – ha concluso Pegoraro – vogliamo vivere questo incontro,
cercando di ascoltare, sentire questi
pensieri e questi sentimenti, lasciando che le parole e le note facciano danzare
i nostri cuori".
Successivamente la
Toffanin ha recitato i suoi versi tratti dalla raccolta Per colli e cieli
insieme mia euganea terra: "Questi colli di casa mia / acuti pensieri di luce
o / tonde pause di pace / umani in sentieri / di ali e verde miti / così teneri
nei primi chiarori / così imperiali in sereni tramonti". E Padre Norberto ha
letto la sua poesia più alta e sublime, il salmo 2005: "Ho cercato l'uomo / tra
i grovigli di filo spinato / dei cavalli di Frisia / nei campi di concentramento
/ stretti dalla morsa del ghiaccio / e dall'incubo dell'odio / e mi sono perso
nelle tenebre... Ho cercato l'uomo / tra i giochi di silenzi oranti / delle
arcate dei chiostri benedettini / nelle officine dello spirito / animate dai
melismi del canto gregoriano / e dai rintocchi delle campane a martello // e
finalmente mi sono ritrovato nelle tenebre / e nell'ombra di morte / per il sole
sfolgorante dall'alto // Tu sei la luce del mondo / che rivela / l'uomo".
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Materiale |
| Palazzo Montanari: tra poesia e musica |
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saggistica
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| Autori |
| • | Gianni Giolo |
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Pubblicato su: La Domenica di Vicenza nr.4/2009 |
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