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Canti d'amore (1963-1995)

Pietro Nigro, in questa usa ultima raccolta di liriche, come suggerisce il titolo, ci mette a conoscenza di quanto e tanto amore ha per sua moglie Giovanna, la quale ha ispirato questi versi che coprono un periodo di tempo che va dal 1963 al 1995; quindi, presumo dal primo momento che l’ha amata.

E, quale donna romantica, leggendolo, non può che immedesimarsi e pensare al proprio amato, sognando sotto l’influenza di queste poesie.

Le liriche, anche se riguardano un periodo di circa trenta anni, non sono datate, forse perché l’autore vuole sottolineare che l’amore è sempre vivo e ardente come il primo incontro.

In “Quanto t’amo dirti vorrei” conclude con “ … io e te in noi / nell’attesa di una notte propizia / in cui si scontrino i nostri due sogni”. E, forse con l’inizio del loro amore.

In “Il mio ruscello” conclude “ … Mai da te allontanerò i miei passi / e mi bagnerò in eterno nella tua purezza; / in ginocchio chiederò un tuo sorriso …”. E sembrano parole di promessa d’eterno amore.

Anche se liriche sono personali, sono, una dietro l’altra dichiarazioni d’amore; la dolcezza e la sensibilità che si scopre leggendole fanno fremere il cuore. E’ davvero raro trovare un animo che sa cogliere momenti d’estasi e trasmetterli al lettore commuovendolo e andando dritto al cuore. Così come in “Città di notte”, quando scrive: “ … Un silenzioso istante / rivela il tremito / di due corpi che vogliono stringersi / ed amarsi / …”.

Un soggiorno a Parigi ha ispirato alcune poesie, anche qui la partecipazione del lettore alla gioia e alla felicità che hanno accompagnato quei momenti è tangibile:

“ … Passato, presente, futuro / tutti in te contenuti; / in te è parola eterna …” (Rue Norvins), “ … Dai più dolci ricordi / nasce la mia malinconia. / Il verde e il lago del Bois de Boulogne / strappano ai miei occhi / lacrime di nostalgia / e di felicità perdute”. (Bois de Boulogne”).

Alcune poesie sono brevissime come: Nei tuoi occhi: “Nei tuoi occhi voglio tuffarmi / e nuotare in questo mare d’amore”, ma non per questo meno incisive delle altre.

Nell’ultima parte del libro, sono riportati alcuni giudizi critici che Pietro Nigro ha ottenuto, fra cui Giorgio Bàrberi Squarotti, Leone Piccioni, Guido Miano ecc. …E’ menzionata anche la sottoscritta, che ha avuto l’onore e il piacere di recensire alcune sue raccolte, di questo lo ringrazio.

Recensione
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