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Filippo Giordano ha già pubblicato diversi libri di poesie. Il sale della terra è l’ultima delle sue opere ed ha ottenuto diversi consensi critici, fra cui quello di Giorgio Bárberi Squarotti e di Sebastiano Lo Iacono. La terra, nella sua globalità, nella sua creazione e nel suo evolversi attraverso i millenni, è la principale tematica delle liriche, espresse in modo molto fine e profondo; la domanda più imperativa che nasce dalle poesie, e che prima o poi tutti ci poniamo, è il perché della nostra vita, del nostro esistere, del nostro “viaggio terreno”. Gli elementi della natura si riscontrano in diverse poesie, come il vento: “…Nel tempo l’uomo è vento che s’invola | e talvolta | il vento è una carezza di velluto; | talvolta l’uomo ha la mano leggera del neonato | che indugia sulla pelle della madre.” (Generazioni). Oppure come il fuoco “… allorché, magicamente austero, soggiogato dall’umano circuire, | potente servo del suo desiderio, | risuscitò dal legno, il fuoco” (Il fuoco servo). Ripercorrono, queste poesie di Filippo Giordano, gli eventi più significativi, le scoperte più importanti quali il fuoco, i numeri di Pitagora, l’America di Cristoforo Colombo, ecc…

Poesie che emozionano e fanno vivere al lettore le sensazioni descritte. E come non commuoversi immaginando la neve che cadendo “immensa” ricopre gli aranceti e i mandorli, tanto da sembrare fioriti… “Lieve si fa il respiro della terra. | Immensa neve. | …Eppure, vista dal lontano spazio, appena un punto bianco | a chiudere un ciclo di stagioni.| …Un molle punto che evaporando | s’aggrappa un poco al mandorlo… e lo infiora” (Immensa neve).

Torino, marzo 2006

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