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Nebrodiversi è il titolo di questa raccolta di poesie di
Filippo Giordano, che ci presenta e ripresenta, liriche edite in altre raccolte,
ma anche poesie inedite.
Il periodo di pubblicazione delle varie sillogi va dal 1973
al 2009. Le poesie sono circa quarantacinque e il libro è di circa sessanta
pagine. La prima poesia: “Nebrodi sound”, dalla raccolta inedita “Il canto dei
paesi”, rispecchia il pensiero dell’autore, la sua serenità interiore, che
trasmette pace e tranquillità: “La patria del cuore di certo è un giardino
| di
tenere viole che quieta il pensiero…”
Nella raccolta “Spirale”, del 1976, l’Autore si sofferma a
riflettere sul mondo del lavoro, alla ricerca del lavoro che si può trovare
lontano da casa, dagli affetti: “…e il lavoro continua a restare | debitore nei
confronti di molti uomini | e molta gente continua a riempire | treni di valigie
e di speranze…”.
Nella raccolta “Se dura l’inverno”, del 1980, la natura
predomina nelle poesie, la campagna con i campi di grano, il lavoro dei
contadini, la legna accumulata per l’inverno, i ricordi dei pastori che
ascoltavano “nenia” delle pecore, ecc…: “Era giugno con giri di mulo
| nell’aria
rovente dell’aia con le mani ai tridenti | a scovare le spighe sepolte dalla
paglia…” (Era giugno).
Nella raccolta
“Del sabato e dell’infinito”, del 1992, è sempre il lavoro del contadino,
l’amore per la terra e soprattutto il ricordo del padre, ad ispirare l’Autore:
“Aveva mezzo ettaro di terra | mio padre, seminato a grano pure nel pendìo e
alcuni mandorli | duri a salirci con cosce di bambino… (Mezzo ettaro di terra)..
Concludono il libro Nebrodiversi, diverse poesie inedite dalla raccolta: “Il
canto dei paesi”.
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Recensione |
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Nebrodiversi
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poesia
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| Autori |
| • | Filippo Giordano |
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Edizione:
Il mio libro.it
Roma 2009 |
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| pp. 60 |
| prezzo: € 7,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Talento nr.1/2010
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