Servizi
Contatti

Eventi


Andar per versi

“Andare per versi” confessa un’intenzione, un mezzo, un complemento: moto a / moto da. Ma il luogo? È l’amore quel luogo?

Quattro sezioni, quattro campi sui quali liberamente spaziare. Dall’amore passionale a quello filiale, dalla liberazione (presunta, perché “Non c’è nulla da fare / ritorna sempre, ancora, / qui appiccicato a me, / camuffato da finto addio.”) dal vincolo del sentimento al ripiegamento su se stessi, al rimpianto per l’amore ormai lontano, eppure mai rassegnati alla stasi: “E malamente continuo. / Questo andare infinito.”.

Lo sguardo dell’autrice indaga all’interno dell’animo e si proietta verso l’esterno, in una dinamica di movimento, come il titolo chiaramente suggerisce. È proprio il nomadismo emozionale, che poi non è altro che curiosità per l’esistenza, che sta alle radici della poetica di Riscica: “Non cerco ma vorrei trovare. /
Non spero ma desidero.
”.

Andar per versi significa anche incappare nella poesia quando meno te l’aspetti, e doverne lasciare traccia, evidentemente, o quantomeno seguirne il richiamo: “Oggi l’aria fredda del mattino mi bagna le narici, / mi strizza gli occhi. Accelero il passo - gioia improvvisa - / un piede dopo l’altro, sempre più veloce, più veloce, / ho tanta voglia di correre accanto alla poesia.”.

In assenza di un fine predeterminato, la mappatura di quest’opera non è da individuare in un percorso lineare, bensì in una sorta di mosaico del quale ammirare i cromatismi più che le geometrie.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza