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Anticlimax

Anticlimax, ovvero come esprime Paolo Ruffilli nella nota al libro di Luca Canali, una figura retorica che interpreta - rovesciandole - circostanze, sensazioni e immagini, scavate con forza e restituite al loro significato originale più vero, talvolta più dolce o più crudo.

Luca Canali, conosciuto come raffinatissimo traduttore dei più grandi autori latini, sovverte i principi della “bella” poesia, ribaltando l’apparenza a favore di quel mondo “decomposto e inquinato” che l’autore racconta con sapienza e consapevole disincanto.

Sul filo dell’anticronaca, il poeta frammenta il mondo contemporaneo e il quotidiano circostante, donando al lettore una visione composta del tempo e della storia; da una parte “il mito risorge ostinato” insieme al suo vagheggiamento di immortalità e di infinito, dall’altro si materializza l’attimo presente, e la sua caducità, le “frasi coatte enunciate da labbra di maschere / di derive inventate fingendole orme di storia”.

Luca Canali scruta e descrive l’apparente gelo della vita, che si scioglie d’improvviso dietro piccoli gesti od eventi apparentemente minimi, miracoli come “un sorriso appena accennato all’autista / che schiva un gatto suicida / e sembra allentarsi la morsa / d’angoscia che prima serrava la gola”.

Legati tutti in “un tunnel di eventi a un unico / filo di cause remote e di effetti / presenti che facciano di essi una giostra, / l’autore racconta lo stato di una esistenza che da individuale si fa universale, portavoce di un sentimento perenne che è insieme di disincanto e di attesa, costantemente rinnovati nell’anticlimax che da il titolo alla raccolta.

I testi di Luca Canali sono estramemente curati e raffinati, complice una grande padronanza stilistica ed una acuta capacità di linguaggio, attraversati da un silente e gradevole, ironico disincanto: “(..) Non curo / Dafne ancor prima / della metamorfosi, amo / di già il suo arbusto”.

Un immaginario intenso e vivido si raccoglie dietro tutti i testi di questa silloge, donando al lettore un’opera notevole, non solo per indubbia capacità di scrittura ma soprattutto per una originalità genuina che sfida ogni compromesso con una più semplice, facile e immediata visione retorica e stereotipata della poesia.

Recensione
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