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La presente opera raccoglie la produzione poetica di Pietro Nigro dal 1993 al 1995, esprimendo quella forte vis d'ispirazione che in questo autore si racchiude quasi completamente nella parola e nel sentimento dell'amore.

Amore come necessaria presenza, luogo di elevazione dello spirito ma anche di carnale spietatezza, espressione di smarrimento e dolore per l'incertezza che talora sovrasta la ricerca di una eternità.

“Sempre legato a te io fui | prima che il tempo battesse | sui mortali le ore”: l'anelito ad una perenne unione che sconfigga la morte e la caducità del tempo è condizione perentoria della scrittura di Pietro Nigro, una costante che rimanda ai crepuscolari e che riecheggia fortemente un romanticismo tormentato, legato ad autori immortali come Emily Dickinson.

E' la morte infatti l'altra porzione dell'ossimoro che anima tutti i testi, sospesi tra il ricordo e la vertigine di un presente rappresentato come una illusione; Pietro Nigro affida al passato il compito di raccontare, mentre confida all'attimo che si compie la sensazione di stordimento e gratitudine nei confronti di quel solo sentimento che può accompagnare e sostenere fino all'ultimo la caducità dell'essere; appunto, l'amore.

Recensione
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