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Di quell’amor..

La lirica di Antonietta Benagiano è intrisa di una profonda spiritualità, che si riflette nella descrizione di un sentimento cardine dell’animo umano: l’amore.

Amore idilliaco, fonte di illusione e struggimento, ma anche lucida e spietata concretezza, caduta vertiginosa dal mondo fatato dell’immaginario, e di nuovo spinta rigogliosa verso un nuovo motivo di esistenza.

“Nella mente, con te, questo mare | s’indora d’infinito….”: il raccoglimento estatico “dentro” e “accanto” all’altro, si palesa nella densità emotiva di questo breve verso, che come gli altri della silloge, stretto in una poetica necessaria e stringente, si rende acuto volo di un’anima tesa alla ricerca di una unione universale, che abbracci non solo l’essere amato, ma il mondo capace di contenere sentimenti che recano all’uomo il senso dell’infinito.

I testi di Antonietta Benagiano esprimono un radicale bisogno di riacciuffare, attraverso la parola poetica, il gusto passionale e romantico del vivere appieno il sentimento amoroso, con una rinnovata fiducia contraddistinta non da un facile sentimentalismo, ma dal rigoglioso rinascere di sensazioni che rinnovano la loro spontanea, eterna primavera.

“Ogni mio passo | batte | io t’amo |-senti?- | non stancarti d’ascoltare”: proprio questo bisogno di “sentire”, e di trasmettere la pluralità dei sensi che si avvertono nell’accostamento – spesso casuale e fuggiasco – degli essere umani e la natura stessa, diventa nell’autrice la spiccata caratteristica di una ricerca nuova, che trova nello stesso percorso esistenziale nuovi spunti di ispirazione.

Recensione
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