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E nella sera un’ombra

“Ombra della sera” è il nome attribuito ad una piccola statua votiva etrusca, di forma allungata e che nell’eleganza e nelle proporzioni risulta non soltanto di raffinatissima fattura, ma anche di attualissima concezione. Giocando sul nome di tale manufatto, l’autrice, o meglio gli autori di questo libro, testi di Mariagrazia Carraroli e foto di Luciano Ricci, hanno voluto omaggiare l’intensa fascinazione per le atmosfere (come le definisce la Carraroli) etrusche e introdurre alla protagonista del libro.

Veniamo dunque al testo. Si tratta di una drammaturgia in versi, che ricalca l’orma della tragedia classica (è presente un Coro che, come da modello greco, parla per voce dell’anima della protagonista) ed ha per tema la ricerca dell’amor perduto. In realtà l’espediente svela e allo stesso tempo rivela la più intima natura dell’opera, che affonda le radici nell’ epos del viaggio. Un viaggio nel tempo, dall’epoca del popolo etrusco ai giorni nostri, e viaggio nelle terre dell’alta Tuscia, sino alla moderna urbe, alias Firenze.

Il testo dialoga con le fotografie di Luciano Ricci che, in una sorta di sintesi meta-letteraria, ritrae l’autrice negli stessi luoghi della narrazione. E questi sono ancora richiamati nelle didascalie che accompagnano l’alternanza delle voci di questo poemetto teatrale (ci passi l’autrice tale definizione). Un volume complesso, quindi, e allo stesso tempo organico e organizzato attorno ad un’idea precisa e ben tracciata. Emerge, infatti, che sia la stesura del testo, sia la narrazione per fotogrammi nascono da un comune amore e da una condivisa attrazione per tutto ciò che la cultura etrusca rappresenta (culto della bellezza, rispetto del mistero e dell’ignoto, viscerale e autentico rapporto con la terra e con gli elementi, sviluppato senso civico e sociale etc.).

La protagonista vive una alienata e disperante odissea tra i luoghi del suo passato e le deformazioni del nostro presente, non riuscendo a compiere la propria missione di recupero dell’uomo amato, sino a quando deflagra l’unica possibile alternativa ad una vita ripercorsa tra le ombre del passato e le grigie vestigia del presente: immergersi nella luce, bruciare nel sole e così restituire al sentimento la passione negata. E nello stesso fuoco, diremmo noi sulla scorta di questa scrittura, brucia la passione per la bellezza, per la terra, per l’arte, tutte sensazioni che trasudano da queste pagine e incitano il lettore a ripercorrere gli stessi luoghi, a farsi incendiare dalle stesse fiamme.

Recensione
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