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Fra sogno e desiderio (antologica 1995-2015)

Qualsiasi raccolta reca in sé il valore di una mappatura, a maggiora ragione se la raccolta assume carattere antologico, come nel caso del volume realizzato da Roberta Degl’Innocenti.

Verrebbe da pensare che il carattere di una scrittura si trovi quindi nel tracciato compiuto sulla carta geografica, nelle rotte compiute da un’opera all’altra, che nel caso della nostra autrice spaziano dalla poesia alla narrativa, dal teatro alla saggistica sino alla sceneggiatura e alla fiaba.

A giudicare della quantità di testi presenti per ciascun genere parrebbe che la scrittura di Roberta Degl’Innocenti inclini maggiormente verso la poesia. È infatti nella scrittura poetica e fiabesca che emerge maggiormente il tratto che più hanno rilevato i commentatori, sostanzialmente assimilabile ad una sorta di vena post-surrealistica. Occorre però intendersi su quale significato assegnare a tale affermazione. Se, in effetti, nella scrittura dell’autrice è riscontrabile una forte presenza immaginifica e l’affondo in un terroir eminentemente onirico, manca, tuttavia, qualsiasi automatismo nonché l’affidamento incondizionato a quanto detta l’inconscio.

Sotto tale profilo vale, caso mai, il contrario, dal momento che frequentemente, e soprattutto nei testi narrativi, fiabeschi e teatrali, la prima istanza di Degl’Innocenti pare l’individuazione di archetipi dai quali far discendere e/o far derivare un insegnamento.

Diversamente, nella scrittura in versi si accende una capacità icastica tale da coprire in brevi passaggi distanze altrimenti incolmabili:” “Mi ha rapito una stella polare, / quella grande. Cosa pensano le stelle / quando piangono?”. Nel gioco della metafora, della sineddoche e della prosopopea, l’autrice non manca di stupire il lettore che di pagina in pagina arricchisce il proprio bagaglio di immagini incandescenti e/o inedite.

Il rigore osservato non impedisce a Degl’Innocenti di esplorare ogni possibilità concessa alla propria scrittura, che, siamo certi, non disdegnerà l’approssimativa qualifica di sentimentale, laddove per sentimento si deve intendere atto del sentire, dal più sfumato moto dell’animo alla più colorata manifestazione della natura, con l’impegno, rispettato, di restituzione al lettore di tutto quanto la propria sensibilità è riuscita a cogliere.

Recensione
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