Servizi
Contatti

Eventi


Il dialetto della vita
Il sogno la vita la bellezza

Introducendo questa originale opera che vede in dialogo le sillogi di due differenti lirici, l’editore Antonietta Meringola parla di “intensità conoscitiva ed esistenziale”, e di “profonda sensibilità che amalgama l’atto poetico dei due autori”.

Una intensa passionalità, che impregna un immaginario vivido e limpido, caratterizza infatti sia Pasquale Montalto che Domenico Tucci, assicurando ad entrambe le scritture la stessa vibrante nota poetica: forte senza essere retorica, foriera di incanti senza essere ingenua e sentimentale.

Domenico Tucci nella sua silloge interpreta e trasmette la dimensione umana, sospesa tra smarrimento e devozione, bellezza e delusione, sempre però alla ricerca di una agognata salvezza che superi la fragilità della carne, e la apparente inconsistenza di un Io troppo solo al cospetto di sé stesso.

“Verità, vuoto, / inconsistenza, / assediano il mio essere, / ciò che mi appartiene, / mentre il SE’  / dall’abisso dell’anima / osserva e protegge / il cuore: un conflitto perenne quello tra spirito, carne e ragione, che l’autore medita con una coscienza vivida e partecipe al mistero della vita.

Versi brevi, quasi scarni nella loro essenzialità, traducono un dialogo interiore che cerca nella poesia la via del sublime, per percepire “anche oltre quell’infinito” quell’amore -insieme ideale e materico- che supera ogni fine e l’incessante scorrere del tempo terreno, per “sempre e per sempre”.

Nella silloge di Pasquale Montalto permane la stessa dimensione salvifica della poesia, che trasmette al lettore l’importanza dello “scrivere per vincere / sul buio della mente”. Il “dialetto della vita” è interpretato da versi taglienti, concepiti spesso come metafore del nostro quotidiano, a motivarne il dolore, l’ingiustizia, “l’inferno” squarciato esclusivamente dalla “magica speranza” di cui è appunto veicolo la parola poetica.

“Definitiva certezza è il maestro / che con l’allievo s’interroga / sull’urgenza dell’acqua / che al sole svanisce / e poi il cuore alla calma riporta / sui tanti segni dei dialetti della vita”: in questo frammento lirico appare chiara quella necessità di comunione tra gli uomini, “maestri” e “allievi”, al cospetto del mistero della vita e alla ricerca di risposte dentro la grammatica del creato.

Leggendo questa opera a due voci, il lettore stesso prenderà parte a questo speciale viaggio, raccogliendo bellezza anche dove potrebbe prevalere uno stanco, dimesso disincanto, alla scoperta di una “eternità di sempre”, armati di “paura e coraggio”.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza