Servizi
Contatti

Eventi


Il mare delle nuvole

“Scende nella cripta il pellegrino / Ecce homo di polvere / ha nelle lacrime il poema / del mondo crociato di assetati / di invisibile pane, mani tese / alle soglie del cielo.”: scelgo questi intensi versi per introdurre il libro di Paolo Carlucci, perché evidenziano quella densità emotiva che sottintende a tutto il suo lavoro poetico.

Intensità, che si avvale anche di una forma egregia, di una grande capacità lirica per creare assonanze, integrare con maestria figure retoriche, e soprattutto lasciar fluire una passionalità mai eccessiva o scontata, spunto essenziale di un gusto estetico estremamente raffinato e coeso.

Paolo Carlucci scrive una poesia dell’incanto, versi tesi a smascherare dietro l’agonia del quotidiano la silente bellezza dei sogni, quel “senso di luce” che avvolge la memoria, e il dialogo mai cessato con la divinità e il suo mistero.

L’autore si fa portavoce di un incontro mistico con la rivelazione divina, attraverso un immaginario vivido e in perenne ricerca di quel connubio d’amore che solo l’incontro con la natura e l’arte pare soddisfare: “mi scuote nella sera / la lucciola di Dio”.

L’estrema eleganza della lirica di Paolo Carlucci denota una estrema padronanza dei mezzi espressivi, unita ad una grande capacità rievocativa e all’influsso della migliore poesia italiana del ‘900.

“Poeta è colui che parla senza dire nulla / è un muratore tranquillo che solo / nel cantiere del vivere forse / ha nel petto una straniera lima.”: un “acrobata sull’impalcatura” pronto a scommettere ancora sulla sua prossima evoluzione, nella genesi di nuove parole, e dei nuovi mondi di senso ed espressione a cui esse conducono.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza