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Il Profeta

Tre sono i motivi che valgono a leggere la versione de Il Profeta, edita dalla “Biblioteca dei Leoni”.

In primo luogo l’opera in sé. Un classico della letteratura mondiale, entrato ormai nel bagaglio culturale basico di qualsiasi lettore. Anche se cassato dalla critica per il “ritardo” formale della scrittura di Gibran ed una certa semplicità di stile, in realtà proprio l’accessibilità al dettato del libro nonché il respiro di stampo filosofico e spirituale che compendia i massimi risultati del pensiero orientale e occidentale, fanno de “Il Profeta” uno dei testi di formazione per eccellenza.

Per quanto sopra, è presumibile che ciascuno o molti abbiano già nei propri scaffali un volume di Gibran. Qui, però, vale mettere in evidenza il secondo motivo per il quale accostarsi a questa edizione. Ci riferiamo all’introduzione di Paolo Ruffilli, che soltanto perché anteposta al testo può limitarsi ad essere definita tale. Siamo infatti in presenza di un vero e proprio saggio, ben formulato e ben organizzato, che dapprima inquadra l’humus, filosofico e mistico, da cui prende le mosse in Gibran l’intenzione di approcciarsi alla scrittura di questo libro. Di seguito Ruffilli entra nell’ambito del testo, ponendo in rilievo i contenuti e le tematiche affrontate dall’autore non in chiave analitica, bensì interpretativa, offrendo al lettore spunti di riflessione e chiavi interpretative che vanno al di là del mero dato testuale. Ancora il curatore si sofferma sulle ragioni di successo presso il pubblico e sui motivi di fredda accoglienza della critica all’uscita del libro. Infine Ruffilli ripercorre la biografia di Gibran, concentrandosi, anche in questo caso, non tanto e non solo sul dato biografico, ma anche sulle esperienze, culturali e intellettuali, che hanno avuto particolare incidenza nell’approccio letterario dell’autore.

Il terzo motivo di apprezzamento di questo libro risiede nella traduzione, a cura dello stesso Paolo Ruffilli.

Il traduttore riesce a trovare un perfetto equilibrio tra l’andamento prosastico e colloquiale che nel suo insieme connota il libro, e la cifra prettamente poetica dei passaggi maggiormente salmodiali. Ciò consente al lettore di immergersi all’interno di una versificazione (se così si può definire ampliando oltre modo l’accezione) allo stesso tempo fluida.

Recensione
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