Servizi
Contatti

Eventi


Il quaderno del fante

Nel 2003 per le Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli viene pubblicata una raccolta di racconti di Antonietta Benagiano dal titolo Fermare il tempo. I commentatori, a suo tempo, hanno messo in rilievo l’attenzione riposta dall’autrice nella preziosità della memoria, baluardo contro il disfacimento del nostro tempo.

Nel 2015, con un iniziativa pregevole di recupero e valorizzazione e in occasione di studi e convegni su la Grande Guerra, le stesse edizioni estraggono uno dei racconti contenuti nel volume e ne fanno una pubblicazione autonoma.

Non sarà un caso che tale racconto sia uno dei più espliciti e trasparenti richiami all’importanza del ricordo e un monito a non cedere mai all’oscurità dell’oblio. Il quaderno del fante, attraverso l’espediente del ritrovamento di un diario, narra del ritorno in patria di Andrea, espatriato in America, e della sua esperienza come fante arruolato nell’esercito e inviato in trincea.

A caratterizzare il racconto e il protagonista sono tutti gli elementi a contorno della vicenda. Dagli entusiasmi e dalle speranze dell’esperienza oltreoceano ai legami con la propria famiglia, causa del rientro in patria, con le inevitabili incomprensioni tra consanguinei. Dalla pietà verso i commilitoni e verso il nemico stesso al fastidio verso gli atteggiamenti fuori luogo di un tenente troppo esteta. Infine l’amore, l’incontro con la ragazza e con il proprio futuro, che però viene interrotto e impedito alla lettura dalla fine del diario stesso, che lascia in sospeso l’esito di tale commovente e normalissima avventura umana. Normale perché comune a tanti ragazzi di inizio Novecento, commovente perché riportata con sensibilità ed empatia dalla scrittrice.

È questa la storia che vogliamo e dobbiamo ricordare ed è questo uno dei compiti determinanti assegnati alla letteratura, laddove la Storia della politica e dei grandi avvenimenti è affidata a saggi e manuali.

E per questo la testimonianza di un destino qualunque, reale o immaginario che sia, diviene emblema, esempio di come nel ricordo giaccia una possibilità di futuro migliore. Narrare e non dimenticare. Non soltanto quanto crudele e folle sia la guerra, e comunque viverne il dolore attraverso le emozioni del protagonista è altra cosa rispetto a lanciare slogan, e anche qui sta la grandezza della scrittura. Ma anche di quanta strada abbiamo fatto sino ad oggi, e siamo a qui a leggere del passato proprio grazie a chi ci ha preceduto. Anche questo sembra insegnare la Benagiano, che niente sia scontato perché tutto è stato pagato a caro prezzo.

Un messaggio etico, umano, profondo alimenta questo racconto di cui si consiglia la lettura, a tutti e soprattutto a chi oggi guarda al proprio futuro, i nostri ragazzi, che anche da questo libro hanno e avranno da imparare.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza