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“Quante forme ha la
poesia?infinite!” dice Francesca Simonetti in apertura del suo libro, a sostegno
del suo Preambolo: “Operetta teatrale”.
Ed infatti in questa opera
assistiamo ad una sperimentazione di linguaggi e poetiche che contraddistingue
ogni sezione di “inedita per vestigia”, dove troviamo uno scarto di registro
stilistico seppure sempre compreso in una poetica dove (per dirla con le parole
del prefatore Paolo Ruffilli) “la pregiudiziale di pensiero (“spazio e forme di
pensiero”) si fa, in maniera attiva, sostanza di poesia”.
Il pensiero è dunque
interlocutore assiduo dell’immagine, contributo fondamentale ad essa: “è
l’altro che non sa che mi spaura, | s’adagia il mio pensiero invece
| dove la
conoscenza è letto e pace | e il cuore intatto nutre la memoria”.
Un intimismo consapevole e mai
sguaiato, orientato alla fusione con quella complessa matrice esistenziale che
abbraccia tutti gli umani e non solo l’io poetico, è il tema principale dei
testi, improntati ad una ricerca stilistica che non lede all’immediatezza e alla
spontaneità degli stessi ma garantisce all’intero corpus poetico una caratura
studiata e meditata, mai trascurata a vantaggio di un banale versificare.
“Dio sconosciuto e
usbergo | (odiato amato) – prendi dalla sequela | di parole le più forti per farne
roccia”: in questa espressione lirica sincopata e tesa verso l’ignoto,
Francesca Simonetti palesa con intensità la sua poetica vivida e concettuale,
dove la parola è elemento para divino, espressione di forza che si può trarre
dalla capacità di comunicare, padroneggiata a tal punto dal renderla fortezza
del proprio sé stesso.
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Recensione |
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Inedita per vestigia
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poesia
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| Autori |
| • | Francesca Simonetti |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2010 |
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| Prefazione di Paolo Ruffilli. In copertina “Palermo. Monte Pellegrino visto dal mare“ di Francesca di Carpinello - pp. 72 |
| prezzo: € 8,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.11/2010
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