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La città profonda

La città profonda è un luogo, per implicito, sotterraneo e oscuro, in cui l’autore si addentra sulla scorta di uno stato sospeso tra l’onirico e il febbricitante. Ma quel luogo, a dispetto di come si potrebbe supporre, non risulta sinistro, presentandosi, al contrario, come il più idoneo rifugio per l’inquietudine sottesa a tutti i racconti di questo volume.

L’anelito verso la purezza e il raggiungimento dell’assoluto passa infatti, si evince dalle parole di Nanni, dalla frequentazione del più relativo dei sentimenti, che non è soltanto da intendersi quale amore comunemente inteso, ma quale superamento di tutti i gradi di deviazione che questo rappresenta.

Ecco allora che non necessariamente la sevizia è il male assoluto, come nel racconto “L’acqua”, e non necessariamente rappresenta il bene supremo l’incontro con “Colui che è nell’alto dei cieli”, nell’omonimo racconto, dal momento che né l’uno né l’altro episodio, e tanto vale per tutti quelli narrati nel libro, si configurano quale realtà. Le sevizie non si configurano quali violenza su altro essere umano, bensì come rappresentazione di un proprio limite e così il supremo incarna la nostra impossibilità di spiegare l’ignoto. Tutto funge quale allegorico strumento di conoscenza che consente di raggiungere la vera conoscenza, che poi è da ricondurre alla consapevolezza di sé.

Non a caso l’autore, che spesso invoca la solitudine quale miglior stato di compagnia, non può esimersi , in quasi ciascun racconto, dall’incontro, sia pure sognato o immaginato, e spesso con una donna misteriosa sotto le cui spoglie si cela il proprio rimosso.

Tornando all’ amore, quindi, per tale non deve intendersi, in questi racconti, la propensione verso l’altro, bensì l’avvicinamento a sé attraverso l’altro. Ma anche questa non è la realtà, non la realtà dell’amore. Perché tutto, in questo libro, pare essere, in seconda analisi e comunque, uno strumento di conoscenza.

Infine e per quanto sopra, verrebbe da ri-definire in chiusura la natura dei racconti in questione. Non solo racconti onirici, non solo episodi avvolti di macabro o mistero, bensì gli uni e gli altri intesi quale unico romanzo di formazione. La coscienza attraverso l’inconscio. Attraverso la città profonda.

Recensione
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