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La solitudine delle maree

Nella solitudine delle maree di Nicoletta Corsalini è il mare a dominare sulla solitudine.

Non siamo infatti di fronte a un fondale oscuro che inabissa il senso bensì nell’alveo di un colore , blu scuro, che allo stesso tempo consola le tinte più buie e pone in risalto le più chiare sfumature.

E’ la vita che di onda in onda traccia l’autrice nelle proprie pagine: luoghi, sentimenti, sensazioni, o visioni epifaniche.

Ad avvolgere ogni parola un silenzio, una distanza che viene evidenziata dalla misura breve dei versi dal cesello della forma: “i passi si fermano dove l’acqua frange e schiuma sugli scogli | … | (Senza far rumore)”. Il rollio che accompagna la lettura di questa silloge, in cui compaiano anche metafisiche foto di marine deserte richiamano alla mente echi luziani. Scriveva infatti il poeta fiorentino “il tempo e il mare hanno di queste pause”. Mutuando da Mario Luzi e calando il verso citato nei versi della Nicoletta Corsalini si potrebbe azzardare che il tempo è il mare e la poesia sta nelle pause, nella scrittura di rena che lascia la risacca.

I versi di Nicoletta Corsalini sono un interrogativo vibrante all’apparente non senso dell’esistere e nella loro brevità essenziale rappresentano la necessità e l’urgenza di cogliere attraverso le parole ogni possibilità ulteriore dell’onda creatrice della propria vis poetica.

Recensione
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