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L’autore si nasconde nel particolare

In questa raccolta di saggi critici, la studiosa Noemi Paolini Giachery esprime e svela con dovizia e attenzione, particolari aspetti della personalità di autori cardine nella storia letteraria italiana.

Da Dante a Leopardi, da Manzoni a Verga, fino ad arrivare a D’Annunzio e Montale, ed altri ancora, l’autrice esamina un ambito dell’opera del singolo autore, affrontando con originale profondità istanze che rimarcano la grandezza e la polivalenza di tali figure, capaci di imprimere il loro segno al di là della loro dimensione esclusivamente letteraria.

In Dante, Noemi Paolini Giachery esamina il dualismo tra umano e divino che il sommo autore trasmette attraverso il concetto della visione (“volto bifronte” come dice il titolo del saggio), in cui la trasfigurazione della corporeità viene confrontata con il rinnovato miracolo della incarnazione, che concede a Dio un volto umano.

A partire da questa disamina sul sommo poeta, l’autrice prosegue il suo percorso critico analizzando l’Infinito di Leopardi (un testo visto come chiave interpretativa anche del resto dell’opera dell’autore), proponendone una lettura che analizza proprio il concetto di “infinito”, sospeso tra indefinita e illusoria percezione del limite da un punto di vista mistico-spirituale, matrice materialista e coscienza razionale.

Con la stessa vibrante attenzione, Noemi Paolini Giachery affronta il tema dell’etica e della ideologia nel Manzoni (a partire dalla lettura di un passaggio dei Promessi Sposi), la figura del “personaggio filtro” in Verga, e il significato della fonetica nel contesto poetico, con una digressione sul Pascoli.

In ogni saggio l’autrice svela quel particolare, quella sfumatura o più marcata caratteristica che si alimenta dello spessore globale di uno scrittore, e di un poeta; così ci appare l’estetismo di D’Annunzio, e la sua opera letta e interpretata da due lirici cardine del nostro 900, come Montale e Ungaretti.

Il libro si chiude con un saggio sull’oscurità (e relativi “punti luce”) della dimensione letteraria di Italo Svevo, preceduto da un lavoro che descrive le analogie e le affinità (che potrebbero ben dirsi in questo caso elettive) tra Eugenio Montale e Italo Svevo, due autori accomunati dal medesimo studio sulla “anima contemporanea”.

Una opera, quella di Noemi Paolini Giachery, di alta valenza critica e che pure trova la sua maggior caratura nella passione che la stessa autrice mette nella sua personale e profonda lettura di questi grandi scrittori, espressa e rivendicata da uno stile che cattura l’attenzione del lettore, ispirandolo verso rinnovate e più consapevoli letture.

Recensione
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