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Alberto Liguoro conferma
l'indole sperimentale della propria poesia confrontandosi con l'immagine e
interfacciando sfacciatamente parole e figure.
Nella formula di collage
volutamente provocatori, accompagnati da secche frasi e “titoli” ironici,
paradossalmente didascalici, si sviluppa una dimensione iper-realistica e
insieme fantastica del mondo contemporaneo, sgominato nei suoi archetipi
fallimentari e nella sua ostentata ipertrofia.
Alberto Liguoro affronta con
schiettezza dissacrante gli eccessi consumistici del nostro tempo, e con cinismo
consapevole accosta e allontana, crea e distrugge modelli del nostro vivere,
adoperandosi nel palesamento di quelle contraddizioni mostruose che travagliano
il nostro esistere.
In questa posizione volutamente
critica e provocatoria, l'autore affonda le radici del proprio disincanto,
lasciando però uno spazio alla speranza affidando ad ogni pubblicazione un suo
scritto autografo, sempre diverso, ma posto in genere allo stesso punto (la
pagina 66).
Così si riequilibra il caustico
senso del mondo con una rinnovata adesione alla congregazione umana,
sottolineando quanto la spontaneità più semplice sia forse l'unica risorsa per
rinnovare una nuova metafora di appagamento attraverso la scrittura e la sua
poetica.
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Recensione |
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Nido di rovi - poesie visive
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poesia
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| Autori |
| • | Alberto Liguoro |
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Edizione:
Ismeca
Bologna 2010 |
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| Allestimento grafico di Dalila Liguoro - pp. 110 |
| prezzo: € 12,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.5/2011
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