Servizi
Contatti

Eventi


Non cercar le parole

Quello che ci viene offerto in questo volume è il fluire di un canto senza limiti e senza pause, evidente segno di un’ispirazione che è consustanziale all’esperienza quotidiana dell’autrice. Ci sono autori che scrivono soltanto quando una serie di contingenze spingono la penna. Altri che invece, come la Pomina, filtrano la luce del mondo attraverso lo spettro della poesia e con questa tentano di rendere più armoniosa la realtà: “Non farsi divorare dalla realtà ma governarla attraverso la parola scritta…”. Ma non solo.

Come dichiarato in esergo, la scrittura, e in questo caso la scrittura poetica, assume anche il fine di instaurare un dialogo con l’ipotetico lettore. Tale intenzione determina un’altra caratteristica che, difatti, riscontriamo nei versi della Pomina, ovvero - così come accade in un rapporto di confidenza - la libertà di dare adito alla propria spiritualità e a i propri sentimenti senza pudori, ma sempre mantenendo alta la parola scritta. Di qui alcuni dei riferimenti espressi di queste liriche, da Gibran a Pablo Neruda. Il presente non viene quindi negato, ma si trasfigura in discorso poetico, svincolandosi così dal regime cronologico e storico: “Suoni e parole al buio e tutto è domani”.

E ancora, come nel confronto con l’altro da sé, la scrittura offre occasione di maggior conoscenza e maggior trasparenza con se stessi: “A volte siamo convinti di essere ciò che siamo, / ma forse siamo anche altro…”. È, in sintesi, un percorso di conoscenza quello che consente la scrittura e l’arte in genere. Conoscendo si restituisce e di nuovo si rilancia verso una nuova via inesplorata. Scevra da impegni di linearità, la grande possibilità della mente creativa è proprio di spaziare in ogni dove coinvolgendo il fruitore nel proprio afflato: “mi chiedo…cosa si nasconde dietro i riflessi / e le evanescenze create dal tempo andato?”. Ciò che la scienza afferma nella Teoria della relatività dei quanti, ma rimane di difficile esperienza, è la poesia a rappresentare con immediatezza. E non apparrà al di fuori della nostra sensibilità confermare, ad esempio, che talvolta i ricordi “…dimenticano / d’essere solo ricordi.”.

Questo può la poesia. Ma l’autrice con estrema umiltà, non sappiamo se schernendosi, fingendo ad arte o credendolo, ci richiama su una linea di confine: “In questa filosofia spicciola colma di nulla / tutto si consuma entro sera”. Eppure, aggiungiamo noi, il giorno è più che sufficiente….

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza