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Notazioni estemporanee e varietà II

Il volume raccoglie una miscellanea di scritti che compongono il mosaico di un pensiero, quello di Pietro Nigro, quanto mai versatile e ispirato.

Dalla critica al teatro, dalla poesia al saggio in forma breve, l’autore offre una summa del proprio percorso declinata nelle più varie forme. C’è, però, un filo conduttore, che viene ben sancito in una delle “Riflessioni Letterarie”: “L’anima aspira solo alla contemplazione in cui ogni cosa sia stabile, fissa, immobile, come l’eternità, e la pace unico scopo dell’esistenza senza conflitti o divergenze che insidino la serenità della vita”.

La lotta contro tutto ciò che è transeunte, e specularmente l’ambizione ad una qualsiasi forma di permanenza, permea molti dei testi poetici: “Istanti smarriti / nel groviglio del tempo / talvolta a me tornate / in sprazzi di memoria / come miriadi di sorgenti / che sfociano / nell’imperscrutabile mare del pensiero”. Proprio la poesia, e più in generale l’arte, può - rectius deve - assurgere a stanza della memoria, camera verde di ciò che deve rimanere intonso e costituire sacrario di ricordi: “Ho fatto del mio canto / veicolo di sogni / che nati, fanciullo, / sfumarono in divaganti mete”.

Anche i testi di ispirazione religiosa, un testo in versi ispirato al Salmo di Davide nonché la natività di Gesù Cristo, testimoniano una attitudine alla parola che va ben al di là del dato immanente. Pur senza la gravità di prospettive trascendenti, è evidente come a Nigro stia a cuore il valore della parola in quanto formula di apertura ad una dimensione ulteriore e, allo stesso tempo, testimone della prevalenza dell’arte sulle gesta e faccende umane.

Compongono il volume anche alcune canzoni, che si possono peraltro ascoltare nel cd allegato al libro, in cui sebbene il tema dominante sia l’amore nelle sue sfaccettature (nel solco - quindi - di una tradizione italiana più che radicata) tuttavia in controluce appare la filigrana di una struttura dei singoli versi e dei testi nel loro complesso che rimandano ad una ben più ampia frequentazione da parte dell’autore, in particolare della poesia lirica, che in qualche modo arricchisce e innerva il consueto dettato.

Recensione
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