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Ritorno al tempo che non fu

“Non capivi, non parlavi, non chiedevi”. Se non cadiamo in errore ricorre più di una volta questo mantra nel corso del viaggio del protagonista. Perché a tutti gli effetti siamo in presenza di un testo dedicato alla viandanza, ma non può negarsi, citando il richiamo tra caporali, il carattere iniziatico di tale percorso, come peraltro da tradizione. Quindi siamo in presenza di un “viaggio iniziatico”, le cui tappe si susseguono nella densità di un immaginario che oscilla tra fiabesco e fantasy.

Ripartiamo allora dall’inizio. Alessandro decide di togliersi la vita, ma prima di compiere l’insano gesto decide di nascondere il coltello scelto per l’atto definitivo in un bosco. Di qui prende le mosse un cammino che lo porterà all’interno di ambientazioni, epoche e leggende che nella varietà dei toni in realtà celano sempre lo stesso destino, la medesima fiaba. In un progressivo déjà vu il protagonista assume man mano consapevolezza e comprende che la vita non è nel poco che conosciamo, ma nell’esperienza dell’ignoto, nella curiosità verso l’inaspettato perché proprio in ciò che non sappiamo, paradossalmente, troviamo noi stessi, la nostra vera natura, altrimenti assuefatta al quotidiano ripetersi del tempo. E così l’esperienza diviene l’unica possibilità di salvezza, assieme all’amore che dell’esperienza è comburente.

Emerge dalla scrittura di Pierfederici, che scorre fluida e chiara come il fiume che è teatro delle vicende dei protagonisti, una vena intensamente romantica: l’irrazionale, il mistero, la spiritualità sono tutti ingredienti che concorrono a rendere quanto mai speziato il racconto. Allo stesso tempo, però, la fuga verso il fantastico viene messa a freno da una sponda introspettiva - tipica del romanzo novecentesco - sempre presente, quasi che gli eventi occorsi fossero occasioni di riflessione su se stessi.

In sostanza, una molteplice offerta di lettura che spazia tra generi e filoni letterari e approda là da dove si era partiti, ma con la negazione del gesto suicida perché infine il protagonista capisce, parla, chiede. Un libro da consigliare a qualsiasi lettore di qualsiasi età.

Recensione
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