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San Lorenzo. Il mistero della pietra

Ciò che muove l’autrice alla scrittura di questo romanzo è senza dubbio la curiosità e la passione per la storia. A monte della stesura, infatti, si presume uno studio e una dedizione verso la figura del misterioso gentiluomo di Germania citato nelle “Croniche di Vicenza” di Giambattista Pagliarino, che con tutta probabilità, partecipò alla battaglia del 1311 in cui Vicenza, schieratasi in alleanza con Verona, decise di attaccare Padova, contendendo addirittura le acque del fiume Bacchiglione, deviate dall’una e l’altra città a proprio beneficio (così almeno riportano alcuni documenti, nonché Dante, narrando le vicende di Cangrande Della Scala).

Al misterioso cavaliere, e a partire anche dallo spunto realistico di un’iscrizione presente presso la chiesa di San Lorenzo che la Villani liberamente interpreta, è ispirato il personaggio di Gisle, che grazie al proprio coraggio vive un avventuroso peregrinare che lo porterà, per l’appunto, a divenire protagonista nelle giornate vicentine della battaglia contro la rivale Padova.

Gisle è l’archetipo del cavaliere medievale, fedele fino al sacrificio ai propri ideali. Nella ricostruzione del romanzo non manca alcun ingrediente del romanzo d’amore e d’armi. Rispetto, però, ai grandi esempi della letteratura di genere, questo volume si caratterizza per una facilità di lettura e scorrevolezza che invoglia a farsi catturare, senza quasi accorgersene, da una trama tessuta abilmente dall’autrice, che con una mano tesse il filo della storia e con l’altra quello della fantasia.

Si percepisce, scorrendo le pagine, che sebbene verosimile o magari puro frutto di invenzione letteraria, qualsiasi episodio cela o evoca un fatto realmente accaduto o un personaggio realmente esistito, quasi che la Villani, prima di dipingere il proprio affresco, abbia tracciato una sinopia a partire dai rilievi che più sono emersi da indagini o studi condotti in previsione della stesura. Tale attività, trasparente ma percepibile, aggiunge ulteriore pregio a questo volume, che rappresenta per questo anche il frutto di un’esperienza culturale trasferita al lettore in guisa di narrazione.

Come suggerisce la stessa autrice in una sua intervista, approntiamoci dunque alla lettura, immaginando in sottofondo le corde di un liuto pizzicate in una monodia….

Recensione
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