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Siamo Uomini Innamorati della Bellezza e che dialogano in Amicizia

Il volume racchiude le sillogi di due poeti, Francesco Fusca e Pasquale Montalto, uniti dalle medesime origini calabre.

Si deve quindi compiere una lettura duplice del volume, realizzato per celebrare l’amicizia tra di due autori. Un libro-simulacro, quindi, e a maggior ragione considerando la prematura scomparsa di Fusca.

Proprio iniziando la lettura dai testi del poeta scomparso notiamo immediatamente la ricorrenza di una struttura circolare nell’architettura delle proprie poesie. Spesso il testo inizia e termina con i medesimi versi, e addirittura all’interno del testo stesso ricorrono a mo’ di interludio versi ripetuti, evocando un andamento salmodiante che conferisce alla poetica di Fusca una componente rituale che sicuramente caratterizza in modo peculiare la poetica del nostro autore.

Altra peculiarità è la presenza concreta della terra di provenienza e di paesaggi marini, che riempiono la visione del testo come un’epifania malinconica che fa da sfondo all’emergere di metafisiche presenze - l’Amico, la Morte, la Sera il Tutto, la Giustizia, etc. - che vengono chiamate a animare il peregrinare di stampo filosofico di questa scrittura.

Venendo a Montalto, l’ambiente immaginifico diviene più rarefatto. La presenza umana, spesso configurata dalla (da una) donna amata o cercata, si presenta quale “fantasma”, apparizione evocata e che evoca a sua volta. E anche quando insiste l’elemento puntale e terreno è per attivare una dinamica metafisica - al pari di Fusco ma per altre vie, appunto - che conduce alla trascendenza.

Vero è che lo stesso terreno (nella accezione più materica) ha alimentato entrambi i poeti, ma nel caso di Montalto l’elemento primordiale diviene archetipo di più lontani e forti agenti da scongiurare o da appellare a difesa della propria incolumità.

Per quanto letto e qui sintetizzato, a maggior pregio dell’iniziativa editoriale in questione sta proprio la differente direzione di due scritture che partono da origine comuni e a distanza si osservano, si stimano, si rimandano l’un l’altra.

Recensione
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