Servizi
Contatti

Eventi


L’ultimo libro di poesia di Roberto Mosi è un Giano bifronte che presenta due volti, il primo scontatamente encomiastico e quasi retorico e il secondo vividamente autentico e pregnante di bagliori e stimoli di intensa efficacia poetica, con il pregio aggiuntivo di rivelare un’anima profonda di sapienza popolare. Due volti inconciliabili, dunque, eppure fusi insieme in modo inaspettatamente autentico. Sarà per ragioni di esperienza  personale e professionale, certo gli è che Mosi, per l’attività che ha svolto come funzionario pubblico, ha dovuto nutrire  dentro di sé l’ossequio di mestiere alle espressioni paludate della cultura: ed è questo il primo volto di Giano, quello di pomposa riverenza monumentale. Ma sarà anche per la squisita sensibilità poetica e per la carica di umanità che Mosi ha coltivato dentro di sé come sicuro orientamento alla bellezza della vita, grazie a cui il libro riluce di bagliori candidi di intensa poesia: ed è questo il secondo volto di Giano,  di delicate espressioni di stupore e di incanto intonate al sorriso dei bimbi, alle movenze delle donne, ai gesti del quotidiano celebrati nella loro asciuttezza spoglia come fossero espressioni di una liturgia sacrale del popolo.

Il libro si chiama Florentia, titolo marchiatamene accademico, ma ha le sue pagine migliori dedicate a una dolce e umana Firenze, che scintilla nel mestiere antico di celebrare con gioia la naturale bellezza della vita e la azioni semplici degli uomini mediante la quale  essa si impone al mondo che le fa da cornice. Così nel lettore restano indelebilmente impresse le figure e le moine della bimbetta Marta,  mentre scivolano nell’ovvietà scontata dell’elogio patinato sulle pagine della guida turistica gli arditi calcoli di Michelozzo o le proporzioni delle piazze rinascimentali del centro storico della città. Roberto Mosi ha il grande pregio  di proporre nelle stesse pagine a confronto questo abbinamento difficile da fare convivere insieme: il peso di una tradizione culturale unica al mondo e la gioia di una vivacità alla vita e al benessere quotidiano che non conosce autorità a cui sottomettersi. Proprio questo Giano bifronte rappresenta l’anima autentica di Firenze e il poeta ce ne dà atto nel suo libro, con sottile ironia e con una profonda partecipazione riflessiva.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza