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Nativo di Siracusa, Fulvio Turtulici risiede attualmente in provincia di Arezzo e ha recentemente pubblicato il libro di racconti, Il mare color catrame, con prefazione di Carmelo Mezzasalma, che tra l'altro commenta: "Con un linguaggio rapido e secco, talvolta crudo ed esplicito fino nei dettagli più scabrosi, ma di indubbia efficacia rappresentativa, Fulvio Turtulici apre per noi queste amare pagine della vita offesa in questi racconti che sembrano davvero "scene di vita contemporanea", così come, in epoca romantica, qualcuno tracciava la vie dee bohème".

Viaggio nel dolore, nella dannazione e nella disperazione della vita quello rappresentato dallo scrittore aretino, che tuttavia non si risolve in un neoesistenzialismo alla Sartre o alla Camus e neppure in un pessimismo estremo alla Cioran, perché Turtulici non sceglie di spingersi fino ad una visione totalizzante dell'uomo come essere sconfitto in tutte le sue espressioni dalla vita e da se stesso, ma preferisce, invece, rappresentare l'umanità come dinamica contraddittoria di predoni e di vittime, di lupi e di agnelli, di vincitori e di vinti, e quindi decide di muoversi sul versante che va da Thomas Hobbes a Karl Marx e ai suoi epigoni e costruisce una prova di letteratura dell'impegno civile e politico contro il "capitalismo", contro la "globalizzazione", contro il "mercato" e via di seguito. Si tratta, cioè, di una ripresa di quella che un tempo veniva definita la letteratura da battaglia ovvero anche la contro-letteratura. caratterizzata dall'uso di pochi, di pochissimi o nessun espediente tipico dell'avventura letteraria – quali la ricchezza della trama, lo spessore delle descrizioni, l'analisi dei caratteri interiori e nascosti, le origini dei miti e della cultura, le rappresentazioni enigmatiche della contraddittorietà e della levità delle emozioni umane, ecc. – sostituite, invece, da un massiccio impiego di schemi razionali di indagine proto-saggistica, nel sociale, nell'economico, nel politico, nel religioso, ecc. Questo tipo di letteratura, che nei suoi modelli più elevati si realizza con l'invettiva, suprema arte della retorica che ha una lunga tradizione moderna da Émile Zola a Oriana Fallaci e passando per autori del calibro di Pier Paolo Pasolini – senza contare la tradizione classica antica dell'invettiva – viene adoperata per lo più per accendere le braci dei sentimenti forti, dallo sdegno, alla rabbia, fino all'odio.

Fulvio Turtulici appare bene attrezzato nell'esercizio di questo versante della letteratura, che conta di numerosi e autorevoli maestri. Dello stesso autore va anche segnalato il romanzo La strada che risale la collina e l'ulteriore libro di racconti Oltre il velo dei giorni.

Recensione
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