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La parola e l’isola riunisce insieme i lavori di documentazione e di critica pubblicati dallo scrittore e studioso Lucio Zinna nel periodo che va dal 1981 al 2007, uniti insieme dal fatto di essere dedicati ad autori rappresentativi della sicilianità quasi sempre in quanto nativi dell’isola e in qualche caso – come per Giuseppe Ernesto Nuccio e Vittorio Schiraldi – in quanto nell’isola trovarono la loro seconda patria spirituale e letteraria. La pubblicazione risulta essere tanto più opportuna in quanto permette di fare emergere il carattere di unità e di approfondimento del lavoro di Lucio Zinna, che, a tutti gli effetti, viene considerato come uno fra i massimi conoscitori e studiosi della linea siciliana della letteratura italiana. Si tratta di una competenza che si è andata radicando e diffondendo nei numerosi anni di partecipazione di Zinna a convegni di studio, conferenze, dibattiti. C’era il rischio che tanto prezioso materiale, non solo di documentazione ma anche di rivalutazione e di risistemazione critica, andasse disperso attraverso la pluralità delle occasioni episodiche per le quali era stato proposto e successivamente pubblicato, su riviste e su atti di convegno disparati. L’idea di curare un’opera collettanea che desse corpo unico al grande lavoro critico svolto da Zinna negli ultimi trent’anni si è rivelata, alla verifica dei fatti, utilissima per chiunque voglia affrontare con documentazione di fonti e ampiezza di vedute il Novecento siciliano.

Ciò che emerge in La parola e l'isola non è solo l’indiscutibile utilità del lavoro di Zinna nei termini di libro di servizio prezioso come fonte di notizie per chiunque svolga l’attività del critico letterario, ma anche e soprattutto emerge la capacità di ridisegnare i volumi e gli equilibri, le precedenze e le successioni, nell’evoluzione della storia delle poetiche in Sicilia. Viene alla luce complessivamente la straordinaria vitalità dei poeti e dei romanzieri dell’Isola e la loro capacità di concepire una visione delle cose che è nel contempo siciliana e cosmopolita, dovuta al fatto di riuscire sempre a proporre la Sicilia come metafora del mondo e dell’intera cultura occidentale, non soltanto mediterranea.

Recensione
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