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Una nuova raccolta di versi del mistrettese Filippo Giordano è appena uscita per i caratteri del Centro Storico di Mistretta, Minuetti per quattro stagioni, che si avvale di una prefazione di Vincenzo Rossi e di una nota di lettura di Sebastiano Lo Iacono. Sorprende la capacità di invenzione e di variazione poetica che Filippo Giordano sviluppa negli ultimi tempi. Infatti le ultime poesie erano in dialetto siciliano (Scorcia ri limuni scamosciata, buccia appassita di limone, 2003, cui ha fatto seguito Ntra lustriu e scuru, tra luce e buio, cfr. Vernice nn° 33/34 e succ. n° 35). Ora c’è il ritorno all’italiano, in gioiose e leggiadre forme a versi brevi – quinari e settenari – che potrebbero anche rappresentare un’evocazione fantasiosa della poesia giapponese: non si parla solo di natura e di spazi interiori dell’anima corrispondenti agli spazi esteriori della natura, ma si raccontano anche brevi ma luminosi e intensi incontri di amici, serate al bar, giochi di carte, la vita che si consuma gioiosamente nell’uso quotidiano che se ne fa. Giordano conferma di essere un poeta capace di cogliere con facilità e con felicità espressiva i modi e i momenti esemplari della nostra giornata, sempre troppo breve e dispersiva.

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