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40 Ans de rencontres 2009
Les Rencontres Arles Photographie
Arles (Francia) dal 7 luglio
al 12 settembre 2009
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In questo
Festival Internazionale di Fotografia, Les Rencontres Arles Photographie il
principale interesse è la fotografia, sia digitale o analogica, o con
differenti mezzi di espressione. Il mezzo più frequente per rappresentare le
opere è sicuramente la carta, ma anche alluminio, cartone, forex, ecc,
diverse le dimensioni e tecniche tra tante anche il "collage", ma anche
proiezioni video sia pubbliche che in luoghi privati, ambientate con musica
di sottofondo. Oppure ritocchi in photoshop, trasformando un lavoro di
fotografia in un'opera multidisciplinaria. Ma la cosa più interessante è la
varietà delle tematiche, abbordate da tanto diverse ottiche di nazionalità,
possono trovarsi: Scene di vita urbana, sempre nell'urbanistica architetture
di diversi luoghi del pianeta, la moda, i ritratti, i paesaggi, la vita di
gruppo sociale, scene di vita privata, paesaggi soleggiati, l'omosessualità,
la prostituzione, la tossicodipendenza, la guerra in Europa e altrove nel
mondo, la povertà nei sobborghi di New York, lo sport, la vita nei paesi
africani, l'inquinamento, la politica, per menzionare alcuni, sono parte dei
temi favoriti della fotografia contemporanea che oggigiorno circola nel
mercato dell'arte e che, fraternità, l'uguaglianza e la libertà sembra siano
i temi preferiti dai fotografi.
La parte del Leone in questo festival lo fa
sicuramente Nan Goldin, la quale presenta all’interno del Festival di
Fotografia la sua ricerca artistica da sempre incentrata sul suo vissuto
privato e su quello delle persone a lei più vicine. Una storia che passa dalla
vita borghese di una famiglia bostoniana all’underground della New York degli
anni 80, dove Nan formerà una nuova famiglia allargata composta da personaggi
dalle esistenze difficili, ma lei preferisce immergersi in un’ambiente in cui
la verità, per quanto dolorosa, scandalosa, viene mostrata anziché nascosta.
Nelle sue foto le persone si mostrano per quello che sono con tutte le
debolezze, i vizi, le sregolatezze. Condivide le sue esperienze più intime
attraverso immagini spesso molto dure e dirette che ci mostrano la vita che
tutti facciamo finta che non esista: malati terminali di aids, scene di
violenza domestica o familiare, l’universo del travestimento, cliniche per la
disintossicazione dalle droghe. La forte dimensione fisica-carnale delle
immagini anche se molto esplicita, ci permette di entrare in contatto con la
vita di queste persone, di sentirne quasi gli odori (sinestetico), ma
l’attenzione è rivolta a cogliere nei loro gesti, nei loro sguardi, nei loro
amplessi, la natura del legame che li unisce.
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Molto interessante
l’installazione e video immagini che propone all’interno di una chiesa gotica
sconsacrata nel centro cittadino di Arles, un legame complesso fatto di luce
e di ombra, di gioia,di morbosità e dipendenza che descrive l’amore nelle sue
esperienze vissute nella sua vita d’artista e in quella familiare. Celebrato
con 80 immagini (all'Eglise Sainte-Anne fino al 30 agosto) Willy Ronis è al
centro di una restrospettiva che raccoglie gli scatti che più hanno segnato il
suo percorso. Nato nel 1910 a Parigi. Interessante sono i lavori fotografici
soprattutto le sue sequenze, del fotografo Duane Michals, così pure le foto
dei grandi ritratti di Brian Griffin e di Yury Toroptsov, o quelle del
fotografo Ken Damy a la Roquette e al Parc des Ateliers, ex capannoni
deposito e di ristrutturazione delle vecchie ferrovie francesi, interessante
complesso di architettura industriale dei primi novecento, spazio molto
simile al nostro Arsenale veneziano.
In questi spazi oltre alla fotografia,
erano organizzate delle proiezioni fotografiche durante la notte “delle
proiezioni” tra cui anche il video di Nan Goldin “the ballade of sexsual
dependency”. Altra artista donna di particolare interesse è la giovane
fotografa slovacca di grande talento Magda Stanova, con le sue (Dan l’ombres
de la photographie). Sempre negli spazi al Parc des Ateliers una particolare e
provocatoria installazione del fotografo svizzero Renè Burì, la sua
installazione costringeva il publico a una visione delle sue fotografie
(b.n.), in un box nero e completamente al buio, quindi per visualizzare le
opere ci si doveva improvvisare con fonti luminose, quali telefonini, pile,
ecc.
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Nel nostro percorso di visita alle varie mostre nel centro della
cittadina di Arles, si può ben capire perché Van Gogh abbia scelto di
soggiornare in questi luoghi per così parecchio tempo, per questa particolare
luce per la storicità di questa bellissima città (di fondazione romana), che
in questi ultimi quarant’anni ha concentrato un così splendido festival e una
così alta presenza di artisti e di fotografi.
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Dal 7 di Luglio al 13
settembre, Arles ed i suoi abitanti si preparano per accogliere 66
esposizioni tra le sue strette strade, cinema, sale audiovisive, caffè,
ristoranti, gallerie e centri culturali con cento artisti fotografi,
galeristi, cineasti, curatori, critici e collezionisti, giornalisti,
principalmente della Francia, ma anche di differenti parti del mondo, pronti
a carpire documentazione di un così importante evento fotografico, tra questi
anche il Gruppo Sinestetico (Albertin, Sassu, Scordo) che ha vissuto
direttamente i primi sette giorni di inaugurazioni accreditati per
Literary.it
© 2009 - Gruppo sinestetico
© 2009 - Literary.it
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