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"O Dio di giustizia, preghiamo
| da una terra in cui alberi e uomini | hanno memoria: ascolta la tenebra |
sfidata dall'edera. Chiusa è la foiba | a Basovitza, alta sul confine: | vi hanno rotolato una
pietra | come davanti al tuo sepolcro. Noi | attendiamo una pasqua, un
riscatto". Alberi, uomini e cose, la terra tutta, hanno "memoria": recano
inscritte nella loro carne le ferite della storia che ancora attendono consolazione e
risarcimento, la "pietà per i vinti". Sulla scena di una terra, come
quella friulana, sfruttata e martoriata da troppi "vincitori" nel corso della sua
storia, soprattutto quella più recente, non s'è steso ancora il balsamo della
pietà e della di menticanza: conce bocche che ancora urlano, ci sono soprattutto
le foibe, c'è il ricordo di uno strazio che chiede ancora
disperatamente giustizia, la sua "pasqua" e il suo "riscatto", con la forza
tenace dell"'edera" che s'abbarbica alla roccia sfidandone la fredda consistenza.
Marilla Battilana, nel fuoco dell'arsione creativa del suo coraggioso poemetto (Sequenza
friulana) di religiosa compostezza, sa toccare come pochi altri le corde più
se grete del nostro sentire civile, consegnandoci col suo
dire la testimonianza di una passione di cui non si sospettava più la
capacità.
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Recensione |
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Sequenza friulana
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poesia
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| Autori |
| • | Marilla Battilana |
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Edizione:
Panda Edizioni
Padova 2004 |
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| pp. 40 |
| prezzo: € 5,00 |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Testuale nr.36/2004
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