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Mi sono messo a leggere quasi subito il libro per l’accattivante argomentazione trattata. Dopo la bella prefazione di Lia Bronzi (a cui faccio i miei vivissimi complimenti) ho percepito presto che avrei letto qualcosa di rilevante, pregevole fattura.

La materia nella quale ti sei cimentata, a te familiare, ti ha permesso di poter scavare fino in profondità l’ambigua figura di Sandro Penna, uomo con una forte personalità, e non facile da individuare.

Quello che il saggio vuole evidenziare è che non c’è alcuna differenza fra l’uomo e il poeta. Si muovono infatti entrambi in simbiosi e sulla stessa lunghezza d’onda, in attimi di goduria erotica da cui fuoriescono versi poetici di assoluta libertà creativa.

Chi meglio poteva fare questa operazione se non, come te, un letterato e poeta di formazione scientifica! La figura umana di Sandro Penna è stata infatti “raccontata” senza “nascondere” la sua manifesta omosessualità, “correlata” con la sua poesia e non “a margine” come hanno fatto in molti. Tu sei riuscita a penetrare fin dentro le viscere più intime del “vulcano” e risalendo hai individuato il percorso che era solito seguire il poeta fino al raggiungimento dell’ “esplosione” poetica di erotica espressività. Alcuni dei suoi versi raccolgono attimi di sensuale felicità esistenziale e di vitalistica energia, che lui sa cogliere ed esprimere nei variabili momenti e modi opportuni al suo ossessivo isolamento dal mondo relazionale, dove egli può meglio mascherare quel suo stato d’animo di malinconica gioia che mantiene in sé un perenne fondale di inquietudine e tristezza.

Gli argomenti trattati sono molti e variegati e altrettanto i punti di vista, tutti da sviscerare, come tu hai fatto, e molto bene.

Complimenti vivissimi per questa ennesima “fatica” del pensiero, certo che ti darà delle belle soddisfazioni.
Recensione
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