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Pass dopo pass

Non è da tutti, anzi è da pochi, fare vera poesia con il dialetto o lingua del cuore. Ancor di più se questo avviene con l’uso dell’endecasillabo, musica armoniosa che veste di solennità composizioni fiorite nel giardino poetico di Lilia Slomp Ferrari, usando, con assoluta perizia, il linguaggio vernacolare trentino, articolato nella complessa forma del sonetto.

L’insieme dei testi, spesso introspettivi, comunque legati alla quotidianità della vita, all’amore, al dolore, a “le strade perse, a “sti doman”, a “la nostra storia”, rappresenta i grani di un rosario, presenti nell’esistenza dei più. In questo modo la raccolta diviene canto e grido dell’intera umanità.

All’autrice, il merito della non esclusività del suo pensare e del suo dire, mutandoli saggiamente in dono per una comunione di intenti, riflessioni e giuste considerazioni, allo scopo di una possibile “continua resurrezione”.

In un tempo di vita difficile per il dialetto, a causa soprattutto dell’arbitrario uso della grafia, in nome di presunte verità (“scrivo come parlo!”), risulta preziosa la testimonianza rappresentata da Pass dopo pass. Come dichiara l’autrice nella sua nota finale, per la grafia si è avvalsa delle competenti indicazioni dell’esperto Elio Fox, scrittore, critico, saggista e studioso dei dialetti. Il risultato rende onore alla spiccata capacità di scelta delle parole e delle immagini che, tutte insieme, danno un senso di bellezza e di dignità ad un dialetto che ancora possiede la nobiltà della “prima lingua”.

Il “fanciullino” che c’è in Lilia Slomp Ferrari ritrova vigore per camminare anche sulla strada dei “sogni” di chi ancora ama visceralmente “la prima lingua”).

Recensione
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