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Tra il Piave e il Soligo. Né vincitori né vinti

Bepi Orlandi è nato a Pieve di Soligo (Treviso) nel 1923. E Pieve di Soligo è al centro del suo nuovo libro Tra il Piave e il Soligo - Né vincitori né vinti (Biblioteca dei Leoni, pp. 144, euro 13), “memoria” autobiografica dei luoghi della giovinezza e della maturità durante la seconda guerra mondiale, scritta in ricordo dei molti deceduti tra “il Piave e Soligo” in questa tragedia che va dall’8 settembre 1943 al 29 aprile 1945.

Il libro è anche un quadro bellissimo del Veneto che l’autore intende conservare e difendere anche con la memoria: la pianura, la prima collina, le prealpi, il castello di San Salvatore, Pieve di Soligo, Combai, il Cesen, per citare alcuni dei luoghi che fanno da scenario al racconto. E non manca una nota poetica nella descrizione di boschi cedui, composti da tante varietà: betulle argentee, i faggi secolari e, abbassandosi di quota, i solenni castagni di Combai.

Tra il Piave e il Soligo - Né vincitori né vinti riprende e continua una materia autobiografica cominciata con Quasi una vita che è il primo libro di Orlandi uscito nel 1982, completato poi nelle memorie con la seconda edizione del 2008. ”Una vita” che è proseguita arrivando al 2013 con queste pagine, nell’importante ricorrenza dei novant’anni dell’autore.

Libro da leggere d’un fiato e che consiglio ai miei lettori sia giovani (per sapere quello che ignorano) che d’età (per ricordare quello che hanno conosciuto).

QuiLibri, ottobre 2014

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