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Francesco Graziano

Francesco Graziano
Per un futuro della memoria
11-12 febbraio 2010
Cosenza Rende Rogliano
Comune di Rogliano - Provincia di Cosenza
(Assessorati alla Cultura)

La notizia che Francesco Graziano, nel giugno scorso, ci aveva lasciato mi è stata data da un amico comune, Pasquale Scarpitta.

“Ti rubarono a noi come una spiga”: un verso di Rocco Scotellaro il primo pensiero. Nella differenza delle situazioni – Scotellaro si riferisce a un giovane “tagliato” dalla polizia durante le lotte per la terra nel dopoguerra in Basilitaca, il poeta di Cosenza ci è stato tolto da un male crudele nel giro di pochi mesi – la sottrazione riguarda una persona preziosa.

Una persona preziosa per la cultura non solo calabrese, per la scuola, per la poesia. Francesco, infatti, lo pensiamo in relazione profonda con i suoi studenti, versato a rendere non accademica la proposta culturale. E dentro una poetica che, partendo dal sud (Nasse del sud, 2002), dove è nato, ha vissuto, ha insegnato, espande già in questo primo libro di poesia voce e futuro, sostanziato di memoria ma non abbarbicato ad essa, nelle vicende e nei desideri di chi si interroga, senza connotazione geografica, come sarà anche nei distesi, a tratti narrativi, certo drammatici versi di Cronache di anni d’abisso e di vento (2003).

L’occhio che scruta il suo sud, le trappole del sociale e del politicamente corretto, il desiderio di mutamento: in sintesi tre temi portanti, ma non gli unici nella sua ricerca poetica.

Durante il convegno sono emersi altri aspetti, altre dinamiche critiche, estese peraltro alla analisi de “ilfilorosso”, fondata e animata da Graziano, insieme alla moglie Gina Guarisci, rivista-fulcro dell’associazione culturale eponima. In venticinque anni “ilfilorosso”, diffusa in tutta Italia, ha ospitato poeti e prosatori, critici cinematografici e letterari, recensori diversi. Tanti e prestigiosi. Ogni anno, poi, ha sviluppato un convegno sul rapporto tra la letteratura e gli aspetti salienti (nel dibattito culturale dell’anno) della società, della cultura, della polis.

Vivissima la testimonianza di alcuni suoi studenti. I quali, e qui Graziano è risultato un “maestro”, hanno intrecciato il ricordo personale con il lascito culturale, la riflessione sulla società con i versi, gli scritti teorici, la frequentazione di Francesco Graziano uomo, professore, poeta.

Della ricchezza e della presenza, pur nell’assenza, di questo uomo mite e sincero, profondo e disponibile sempre al colloquio e al confronto, daranno conto gli atti delle due giornate di Cosenza.

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