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...Nel bel Sassoferrato

Le orfanelle di San Francesco

Sassoferrato mia
nr, 11 - giugno 2017
a cura dell'Associazione
“Sassoferratesi nel mondo”

Sassoferrato, la mia pre-adolescenza: dal gennaio 1952 al giugno 1955, in collegio a San Francesco (Enaoli femminile, settanta ospiti dai sei ai diciotto anni), gestito da dieci suore del Buono e Perpetuo Soccorso. Mi ci reco spesso. In arrivo da Pergola, prima svetta la Rocca, quindi San Francesco. Con calma assaporo poi gli slarghi verso il Monte Strega, i pianori per Cabernardi, le salite e discese del Castello e del Borgo, la stazione del treno e... la littorina che ci portava a casa o che ci riportava "dentro".

Ritrovo questo luogo aperto, arioso, suggestivo nella neve bianca, amato anche per avervi reincontrato padre Stefano Trojani, il giovane sacerdote che, dal convento "La Pace", veniva a dire Messa all'alba. La ritrovo sull'eco di versi scritti da una maestra il cui nome mi sfugge: "Che piacere che fortuna, / poter dire sono nato / non nel regno della luna, / ma nel bel Sassoferrato". Ora casa di riposo, l'ex convento è stato catino di sofferenze, di canti, giochi, recite davanti ad autorità e persone diverse, di doni da tutta la comunità per la befana. Luogo di speranze, di nostalgie senza fine per le nostre case lontane, di amicizie ancora in piedi. Una decina di noi ex collegiali ci sentiamo al telefono; una, due volte all'anno ci ritroviamo a pranzo. Nell'ottobre del 2000, rimpatriata (una trentina) al ristorante della Rocca. Altre, me compresa, qui per le mostre: Arnaldo Pomodoro, le Rassegne "G. B. Salvi".

Recita natalizia (1953) nel Collegio Enaoli: Graziana Macchinial centro, è l'Angelo Annunziante. Una delle pastorelle, a sinistra, è Maria Lenti.

Foto di gruppo: Anno scolastico 1953-1954, 2° Avviamento, da sinistra a destra e dall’alto in basso: i proff. Sebastiano Ripepi, Raffaello Boldrini, Nadina Antonelli, Diego Boldrini (Direttore della Scuola di Avviamento Professionale Industriale), Lina Crupi, Giuseppina Magrini, Giuseppe Boccale; le alunne: Gioiella Galafate, Maria Laura Ioni, Lauretta Renelli, Wanda Rosa, Algea Avenali, Cesarina Basili, Mirella Santoni, Maria Lenti, Annamaria Nataloni, Giuseppina Zoppi, M. Augusta Cesari (s.e.&o.).

Divertenti o dolorosi i ricordi, oggi donne, ridiamo di quel periodo: 1946-47, apertura, 1960, chiusura del collegio. Il freddo dell'inverno, la musica con padre Umberto Franca o padre Anselmo, la scuola (elementare o avviamento) tra Castello e Borgo. L'osteria di Amedeo dove si fermavano i miei parenti a mangiare prima del rientro in collegio. Una signora, a fianco di San Francesco, che affittava letti a chi volesse trattenersi qualche giorno. Le uscite. Tutte nostre le solennità religiose di Sassoferrato (la divisa più bella), le processioni (divisa chiara), i funerali (divisa scura). Dalla primavera in poi verso San Giovanni, alla Rocca, al Parco.

Sassoferrato, la scuola. Il passaggio da città romana a città difesa, a città medievale spiegato dal vivo dal prof. Sebastiano Ripepi. Una sua lezione su Parini passeggiando nel Parco: dono di un grande docente. L'ho capito studiando poi la scuola filosofica peripatetica. Nei miei anni di insegnante sentirò il valore del suo farci recitare, didattica delle migliori, alunna dopo alunna, "Davanti a San Guido", "Romagna", canti della Divina Commedia. Privilegio, aver avuto tra i docenti: Tommaso Rossi, Giuseppe Boccale, Natalina Dall'Agata, Marisa Ravasi, Lina Crupi, il direttore dell'avviamento Diego Boldrini e la sorella Alda. Aver avuto il bidello Angelo Biondi, grande per umanità. Abitanti e compagne di scuola, Wanda Rosa, Lauretta Renelli, Algea Avenali: ci ricordano?

Ancora. L'archeologia di Sentinum con il prof. Ripepi. La felicità della gita scolastica, Ripepi e Dall'Agata guide, sul Monte di Santa Croce a piedi. L'eclissi di sole (1952) visto dal piazzale della scuola, Trieste Italiana in TV, noi e il prof. Ripepi (sempre lui!), in un locale del Borgo (5 ottobre 1954). E, nel cinema-teatro interno all'edificio scolastico, il mio volo fantastico per uno spettacolo con un trapezista, il film a piene lacrime su Cesare Battisti ("Fratelli d'Italia"), il saggio teatrale di una qualche classe con una danza tra alberi di Giuliana, una ragazzetta. Ha avuto un'ala quella sua bravura che mi aveva allargato il cuore?

Che anni! Di conoscenze indimenticate, sensibilità di cristallo. Venivo da un paese, Gallo di Petriano (Pesaro). Sassoferrato, una piccola città: tribunale, carceri, alcune fabbriche, il treno, la cascata intrigante del Sentino, il cinema, molte chiese, palazzi e la Rocca con allora i segni del tempo. Oggi, restaurati mattoni e pietre, mi appare ben tenuta, la città. Viva: mostre, convegni nazionali e internazionali, iniziative diverse, musei chicche preziose, il più alto albero di Natale delle Marche. Un motivo o l'altro, non passa anno che io non ci torni. I luoghi della nascita o della crescita li si vive con rimorso (per non averli amati abbastanza), con rimpianto (per il "non più"), con indifferenza perché finiti nel dimenticatoio?

Non e il mio caso. In me Sassoferrato non ha mai perso il suo posto.

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