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La molteplicità delle liriche e la ricchezza dei tanti aspetti di questo libro, mi hanno subito dato l'idea della reale figura di questa poetessa ricca di bellissime sfaccettature. Il che richiede – lo riconosco – un'attenzione più ampia, più profonda, sino a penetrare nella spirituale intimità dell'autrice, perché spesso, per giudicare libri un po' estrosi, per il "critico" diventa un vero e proprio bisogno quello di trovarsi in perfetta sintonia con la mente che ha elaborato il lavoro che si ritrova sotto gli occhi.

Però, per quel che mi riguarda, più la personalità di chi scrive è complessa e più indagare nei segreti anfratti del suo subconscio mi attrae. Così che comincio col dire che Lilia Slomp Ferrari, è una valente poetessa che si rivela tale per la qualità dei suoni e la costruzione dei periodi poetici che mettono in piena luce le sue principali virtù, che sono: la sensibilità, la tenerezza, la volontà di tenere sempre un lume acceso sulle memorie del passato, su tutti i ricordi della sua giovinezza, alla quale ella rivolge la sua estatica contemplazione soffusa di un sottil velo di nostalgia, che si presenta in manifestazioni di spirito e di mente molto alte.

Nei suoi versi, dall'aggettivazione sorvegliata e scelta, eccelle la musicalità dell'endicasillabo e delle rime, nel continuo, magico gioco delle assonanze e consonanze. E tutto si traduce in una dolcezza lirica espressa con immagini stupende. Questi, sono versi che davvero viene spontaneo l'accostarli all'ardente visione di un mondo dove veramente, la Poesia aveva una sua particolare preziosità!

D'altra parte, come potrebbe essere diversamente? Lilia ha un'anima impastata con la Poesia, perché se così non fosse, ella non potrebbe citare, con sicuro amore, i nomi di autori come Gibran, Machado, Garcia Lorca, Tagore... E' evidente che ella ammira la trascendente lezione filosofica, simbolica e quasi teologica dei loro versi splendenti di luce su aloni di pura Poesia! Il titolo Come goccia di vetrata, mi fa venire in mente – chissà perché – il trapasso veloce di strisce di sole su di una goccia d'acqua che si distende sul vetro di una finestra, allungandosi pian piano, come un ruscello...

E dopo attenta lettura, effettuata con infinita partecipazione, mi rendo conto che queste liriche sono state scritte con caloroso ed entusiastico fervore. E, cosa che raramente mi accade, riesco anch'io a trasformare i miei stati emozionali e, con la mia personale fantasia, trasformo il libro della poetessa trentina in un giardino fiorito, riservato a soli poeti. Confesso che mi ci sento a mio agio e mi aggiro intorno sorridendo estasiata, come quando lo sono mentre ascolto le musiche che adoro... Forse perché, mentre le leggevo, le parole assumevano, via via, una gran quantità di toni magicamente calibrati, facendoli spesso diventare preziosi giochi d'effetto, capaci di raccontare con sottile arguzia e con pacata tenerezza, il carico dei sentimenti e delle emozioni.

E da questi stati emozionali, ha fatto scaturire, dalla sua mente, stupende poesie che, nate dalla sua disposizione spirituale e dagli intimi drammi che ogni poeta alimenta dentro di sè, dando una particolare dimensione a tutte le sensazioni che stanno sotto il livello della coscienza ma che sono capaci anche d'influenzare le zone oscure dell'nconscio e sublimare i sentimenti. E così, leggendo una dopo l'altra queste poesie, per me è stato come aggirarmi si, in un magico giardino, ma anche tra sonori silenzi e bellissime solitudini, dove alla fine, ho ritrovato la danza armoniosa ed estrosa dei pensieri dell'ancora più estrosa poetessa. Pensieri leggeri come piume, colorati come farfalle, lieti come canti di rondini in volo a primavera, o anche un po' tristi, come corolle di fiori che appassiscono al sole... Pensieri finiti nella rete poetica, perché essi, spesso, entrano in simbiosi con l'intensità che si riserva ai versi e al canto dell'anima, che sa trasfigurare la realtà e il sogno.

E nella trasfigurazione, poeticamente soffusa da una prodigiosa orchestrazione musicale, Lilia Slomp Ferrari, riversa i suoi ritmi poetici e, nell'ampiezza solenne del verso, plasma – duttilmente – ogni immagine con palpitante, cosmico respiro. La sua voce è perfettamente intonata alle tematiche ed è, soprattutto, autentica voce poetica che sa farsi ascoltare all'infinito. Poetessa sensibilissima, attinge all'inesauribile pozzo delle sue ricchezze spirituali.

In alternanza di attimi luminosi e di altri lievemente più oscuri, si svolge, come doppia equazione, la "poesia-silenzio­solitudine-to remember" e la "poesia-réve", tutte sviscerate con razionalità e amore, un amore che è uno splendido mediatore fra gli umani sentimenti. Ed in questo vorticare, danzano le giovanili e molteplici memorie della poetessa, i suoi pensieri di ieri e di oggi, le sue speranze...

Il tutto, è spesso ricoperto da quel sottile velo a cui ho già accennato, un velo dolce di malinconia per tutto ciò che è stato e non è più e che si snoda sinuosamente, sulle parole, con assonanze pastose e cadenzate a cui l'anima aderisce. Perché la vera essenza della poetessa, è proprio l'anima! E le parole sono il tessuto iconografico della sua mente.

Questa mente che, in effetti, è un assemblaggio di sentimenti, di memorie, di emozioni, di pensieri d'amore; un vero condensato d'intime storie di vita, ma nche una specie di canto che ella innalza sull'altare della propria anima. Un linguaggio fluido, un ritmo dinamico, una perfetta omogeneità con un qualcosa di diaristico espresso con estrema sobrietà, che non glissa mai nelle pieghe della retorica... E per una che fa il lavoro che faccio io, è sempre una sorpresa notevole quando scopro la particolare bellezza della Poesia sbocciarmi davanti agli occhi sotto forma di espressioni poetiche dolcissime, ma dalla forza coinvolgente, capaci d'incidere una soave concretezza all'incorporea e volatile sostanza delle parole!

Recensione
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