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Gate, gate, gate

Di tanto in tanto si leggono notizie contrastanti sull'utilità di tenere viva la formula della poetica dialettale e tutte le persone che sono direttamente interessate all'argomento fanno venire alla ribalta le loro reazioni.

Come in tutte le cose, a cominciare da quelle politiche, se ne parla, sia in positivo che in negativo, perché c'è chi ritiene che ormai, con l'invasione degli stranieri, l'Italia perde solo tempo ad occuparsi di queste "sciocchezze", perché sarebbe più utile a tutti che nelle scuole incentivassero maggiormente lo studio dell' italiano e di diverse altre lingue molto utili, anche per essere più preparati nel campo del lavoro.

Vista da questa angolazione l'idea non fa una piega... Ma a parte il fatto che ogni cervello è un mondo, regolarmente ostile al pensiero diverso di un altro cervello (e noi italiani siamo famosi per la nostra interpretazione del "Bastian contrario", cioè di quello che non è mai d'accordo col suo interlocutore e che quindi emette il suo voto...Questo tira e molla si verifica per qualsiasi tema che sta sul tappeto in attesa di una decisione che metta tutti d' accordo, cosa difficilissima!). Detto questo, trovo giusto e normale sentire anche la voce della barricata opposta, perché da persone intelligenti e sagge bisogna rendersi conto che non si possono impunemente calpestare i diritti di chi la pensa in maniera diversa dagli altri!

E riprendendo il tema della sopravvivenza dei dialetti, penso di poter affermare in tutta tranquillità che i dialetti d'Italia non devono morire! Annullarli, cancellarli significherebbe buttare via la nostra Storia, rinnegare il nostro passato, i nostri stessi antenati. Quindi voto a favore dei dialetti. Soprattutto, quando essi vengono usati da coloro che sanno esprimerli con anima e passione poetica! Ed in questo momento ho appena finito di leggere un libro straordinario: Gate, gate, gate di Maria Antonia Maso Borso. Un libro corposo, con oltre 170 poesie in dialetto veneto (tutte con relativa versione in italiano). Essendo io un'appassionata di vari dialetti e conoscendo abbastanza quello veneto, me le sono gustate tutte nella lingua originale dell'autrice! E dopo essere entrata nell'intimo mondo poetico di questa coraggiosa poetessa, ci sarebbero da dire un'infinità di cose sul suo talento, sulla sua bravura, che sono belle anche in italiano, ma che nella formula dialettale assumono un valore speciale, più profondo, più intimo, un'attrazione coinvolgente che riesce a catturare l'anima del lettore.

E quante cose ancora potrei dire su questa lunghissima scia di poesie dove Maria Antonia, con infinito amore, ha saputo inserire tantissimi scorci del suo reale vissuto, argomenti dove è facile che persone non più giovanissime (come me!), possano con nostalgia e commozione, ritrovare contatto con la propria vita... Se continuassi ad andare avanti, non farei altro che ripetere quanto già, con la sua particolare sensibilità e grande competenza, Paolo Ruffilli ha esposto con avvolgente chiarezza nella sua colta e preziosa prefazione! Io quindi mi fermo qui e chiudo rinnovando di cuore, alla poetessa Maria Antonia Maso Borso, la mia ammirazione ed il mio incondizionato consenso.

Recensione
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