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Coloro che dicono o solamente pensano che, andando avanti nel tempo si perde un po' di smalto, dicono e pensano, magari in buona fede, qualcosa di falso, perché se si ha la fortuna di cavalcare gli anni, mantenendo lucide le proprie facoltà mentali, ci si può rendere conto che, proprio perché il tempo scorre via, i pensieri non s'acquetano, anzi s'affollano ancor di più nella mente con una specie di fretta, con un bisogno pressante di raccontare quello che rappresentano i pensieri, cioè i frutti maturi della nostra fantasia e della nostra realtà, due elementi che una creatura sensibile, sa trasformare in una serie di narrazioni liriche, vissute al momento o rimembrate. Nasce così un libro di poesie che si susseguono seguendo gli umori del vivere e che quindi si svariano passando da momenti di tenera quiete ad attimi di nostalgia e forse di rimpianto o magari, a sprazzi emotivi che racchiudono quella gioia che la vita riserva proprio al suo lungo prolungarsi. Le poesie raccolte in questo libro Guardando l'orizzonte hanno molte tracce di una poetica egregiamente composta, dove Lucia Nacrezia ha riversato il suo intimo amore per la Poesia: un amore divenuto più grande con l'avanzare dell'età, perché in questa particolare fase, la vita si fa Poesia: la natura, il passo dei giorni, i sogni della notte, le tristezze dei vuoti, delle assenze, i miracoli del cielo stellato, il suono delle onde del mare... Nella mente dell'autrice, il suo poetare diventa come un'esorcizzare Persefone, la dolce Dea dell'Ade che, come la penso io, la intendo non come fine, ma come principio, perché come ben sappiamo che, come è certo il principio di tutte le cose, così è pure certa la fine di ogni cosa. E tutto diventa normale, accettabile e prezioso come una donazione celeste che permette a noi mortali di gustare tutte le bellezze volute dal Creatore. E nei suoi semplici e dolcissimi versi, Lucia è proprio a Dio che rivolge, per primo, il suo canto! Ma nel complesso, sono tutte poesie che s'innalzano come lode muta, guardando in alto, ma contemporaneamente, il cuore traduce in parole. E alle parole, rimane inframmezzata qualche fantasia, qualche giovanile chimera, qualche sogno inconcluso che lascia però il posto alla Spes, altra adorabile Dea. Ma resta anche quel nemico che si chiama Crono e che, inesorabile, passa veloce, ma eguale per tutti!

Memore del Bene e del Male del mondo, ma soprattutto ben consapevole della Giustizia Divina, la poetessa dall'anima gentile e profondamente cristiana, che ha percorso e continua a percorrere con dedizione e amore, la lunga scia del tempo, con la sua intensa poesia ci da il senso di una verità immensa, quella di saper tenere dentro di sé, la bellezza dello spirito, la creatività poetica, l'insieme di tutte le emozioni e delle sensazioni più eccelse che l'età matura è riuscita ad esprimere in una chiave di lettura racchiusa in poesie simili a canti e frasi d'amore quasi sussurrate al vento, parole calde, uscite dal cuore con la stessa misteriosa tenerezza con la quale, da un cielo rannuvolato, di colpo esce una splendida luna a rallegrare la terra col suo chiarore!

Recensione
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