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Una poesia, quella di Pasquale Montalto, per come la si legge in questo suo ultimo lavoro Io e la Vita (Roma, 2009), concepita come arrivo, ma anche come ripartenza. Le tante note di lettura che ho stilato ad ogni uscita dei libri di Pasquale Montalto, mi permettono di affermare oggi di conoscere in profondità, spiritualmente, questo bravo Autore calabrese di Acri (Cosenza). Sono perfettamente cosciente delle cose che maggiormente contano nella sua vita: in primo piano l’immenso amore per il suo lavoro e la sua professione di Psicologo psicoterapeuta e poi la passione e l’amore per la scrittura. Questo pone l’amore, per come ben riconfermato in questa sua opera poetica, in primo piano nella vita di P. Montalto, facendone l’elemento magico, che concede alle creature umane il vero motivo di credere nell’esistenza. Un amore che si concretizza nel suo rapporto di coppia con la splendida pittrice di Mumbay (India) Alice Pinto, che ha curato la copertina del libro e illustrato varie poesie all’interno, con grafiche e disegni dallo stile profondamente personale, contraddistinto dall’uso tenue e delicato del colore e dalla forma morbida e rotondeggiante. Mi è molto piaciuta anche la poesia di Alice posta ad epigrafe del libro, a conferma che la distanza e il tempo non intaccano l’amore. Io che ho amato “pazzamente”, di vero amore, il mio uomo, invocando e cercando, dopo la sua improvvisa morte, la mia stessa sparizione, posso dire che nulla al mondo può sollevare l’anima ad altezze infinite se non il poter esprimere l’amore al proprio uomo con parole dolci e sentite, come quelle che in questo libro usa Alice nella sua poesia di dedica Ti ho mai detto che… .

E attorno all’amore ruota tutto il contenuto del libro. Un amore che non smette di essere semplice parola, per diventare elemento tangibile, da toccare con mano, da accarezzare e respirare nei versi dell’anima, studiati, cesellati, quasi pronunciati a voce alta, per sentirne il suono, la musicalità. In quest’intimità, filosofia e psicologia si uniscono al mistero dell’amore, creando un incontro lirico raffinato e stilisticamente carico di segrete armonie.

In queste poesie non ci sono improvvisazioni, ma ogni cosa è concepita come costruzione, come approdo e ripartenza. La lirica si costruisce sulla dimensione dell’incontro tra l’uomo e la donna, tale che l’amore lo si potrebbe anche non nominare, perché comunque spunterebbe dalla forza primigenia della parola ispirativa e la pagina non riuscirebbe a nasconderla. Una poesia fatta di ritmo, sonorità, armonia, danza, che sul foglio esprime un universo magico e sconfinato. Un tono elegiaco e una forma curata, con amorosa profondità di pensiero. Pagine che comunicano con il lettore, per trasmettergli la ricchezza di eccelsi sentimenti, suggeriti dalla voce dell’amore, quell’”Amor” che, come dice Dante, “move il sole e l’altre stelle…”.

Ho apprezzato molto la postfazione e l’intervista dedicata all’Autore da Fulvio Castellani, perché ha fatto centro, ponendo domande giuste e mettendo in rilievo molteplici qualità del poeta. Mi piace ora terminare con le parole della poesia L’utopia del gufo, che dice: “Un uomo, libero di cuore, | ha fatto eco al richiamo della donna | e, mischiando umori, sudore e sogni, | hanno lavorato il loro angolo di terra, | dove far nascere un giardino paradiso…”.

Recensione
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