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Solitamente, quando devo scrivere la note recensiva per un libro è una mia personale abitudine quella di non leggere a priori la "prefazione". Non mi sono mai soffermata a dare una spiegazione a questa mia sicura anomalia... Però penso che il motivo rientri in una formula che non ha nulla di eccezionale, perché si tratte solo di una mia semplice scelta, forse perché non voglio, in nessun modo, essere condizionata da altri giudizi.

Così, saltando a pié pari la "prefazione", e avendo scoperto che il libro che avevo in mano, oltre alle poesie, conteneva come chiusura, una specie di racconto e che questo, unitamente all'insolito titolo del libro, aveva sollecitato la mia curiosità, ho dato la precedenza alle letture del racconto che, ancor prima delle letture delle poesie, mi h un po' illuminato sulla personalità della poetessa. Ed ho subito immaginato che stavo per intrufolarmi in un'area difficile, dove ribollivano un'infinita di pensieri e di conoscenze varie... Mi era bastato leggere il titolo: L'eco degli Esseni, per comprendere quanta complessa originalità fosse racchiusa nell'anime dell'autrice. Perché non è cosa di tutti i giorni, leggere poesie di autori che ricercano il loro filo conduttore entro le maglie di popoli così lontani. Infatti, la poetessa parla di una. antichissima comunità religiosa e giudaica (dal II secolo a.C. al 70 d.C.) e di cui i membri, seguivano una disciplina molto rigorosa... E a leggere le Poesie di questo libro, ci si rende conto che la formula e veramente rigorosa, anche se immancabilmente addolcita dalle reale personalità dell'autrice sparsa qua e là, in queste belle liriche, così come si trovano echi di une religiosità profonda sì, ma che non è quella che oggi vivono i cattolici!

Sicuramente, nelle vita di Giuseppina Quarticelli molti elementi di esistenza semplice e magari anche monotona, hanno subito un radicale cambiamento, tale de riportare indietro nel tempo i pensieri di una poetessa molto sensibile, legate – forse inconsciamente – ad epoche lontanissime ed a popoli antichi, gli Esseni, appunto, vissuti sulle sponde del Mar Morto e il loro canto, fu quello della regione dell'Engaddi. Gli Esseni erano quindi degli studiosi e i loro testi manoscritti, nella metà del secolo scorso si sono trovati presso Qumran e da questi, si riuscì a sapere cose relative alla loro esistenza, come per esempio che il "celibato" e la. "comunanza dei beni", erano i tratti essenziali. Perché c'è sempre un qualcosa che avviene in noi esseri umani e che fa scattare una scintilla, di cui ignoriamo l'esistenza! La poetessa pugliese, è stata fortunata, perché quanto di luminoso si è acceso in lei, le ha dato la possibilità di fare uscire da sé il suo mondo segreto e tutto il meraviglioso coro del suo canto poetico originale, interessante, bello, coinvolgente e dolcissimo.

E riferendomi al racconto, del titolo "Il pescatore" è un'altra fantastica coincidenza, da cui la poetessa trae beneficio. Ed infatti, a seguito di questo strano incontro, in una sola notte, andando a. letto e spegnendo le luce, Giuseppina si rese conto che qualcosa, in lei, era mutata. Capì soprattutto, che ere il suo modo di pregare che aveva subito una specie di metamorfosi!

A questo cambiamento, occorre aggiungere che gli studi sugli Esseni, ai quali lei si è dedicata appassionatamente, hanno avuto un'importanza primaria, perché la sua mente, tabernacolo dei suoi pensieri e dell'intero suo stato emozionale, proprio da questi studi sugli Esseni l'hanno fortemente influenzata, illuminando di luce nuova tutte le ombre che si celavano nel suo essere.

Il risultato di questa splendida luce, ha fatto maturare nel cuore e nelle mente della poetessa, una serie di liriche che oggi, su questo libro, anche noi possiamo leggere, dandoci un reale piacere di partecipazione e viva simpatia,

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