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I nebbiosi meandri del passato, sono simili ai misteriosi cilindri che usano, con invidiabile maestria, illusionisti, prestigiatori, ipnotizzatori: dalle loro tenebre infatti, escono oggetti, sprazzi di Storia, identità reali oppure inventate, drammi che diventano favole e favole che si tramutano in drammi... Un complicato gioco di voci senza suono ma corredate da velature d'ombre. Ma i giochi restano nel loro campo, sempre uguali, perché non hanno una personale memoria pronta a guardarsi sempre "dentro", sia per valutare il presente, che per scrutare nell'ignoto futuro ma, soprattutto, per tuffarsi negli intricati cunicoli del tempo e spingersi in avventurosi viaggi nelle varie pieghe del passato. E quello che si può scoprire in questi viaggi fatti a ritroso, è veramente sorprendente, specialmente se, ad effettuarli, è la straordinaria personalità di chi ha uno stretto rapporto con la realtà e la fantasia. Ed io, qui, sto cercando di parlarvi di Francesca Simonetti, una poetessa palermitana che con il suo ultimo libro Nei meandri del tempo a ritroso, va proprio alla ricerca di quanto il passato – lungo il trascorrere del tempo – si è appropriato di tante ore felici, magari passate inosservate e di un'infinità di situazioni complesse che, nel loro essere presenti quotidianamente, hanno segnato, nel bene e nel male, l'esistenza di ognuno di noi.

E tutte queste poesie, hanno la sonorità limpida e chiara e freschezza di melodie anche quando, attraverso qualche spiraglio meno luminoso qua e là inserito, fa intravedere pure qualche momento di drammaticità tramite il fluire del tempo che procede spesso in tensioni un po' forti oppure in folate di ritmi e colori vivaci. Comunque, sono sempre libere espressioni che rendono bellissime le parole che scaldano l'anima e l'aria entro un'atmosfera che pare emetta note musicali, capaci di purificare qualsiasi maleficio. Parole che sfumano quietamente nella loro stessa eco, che impallidscono nella trasparenza dolente di qualche tematica un po' amara.

Ma l'autrice, più che mai attenta a dare dimensioni originali al suo dire poetico, imprime ai suoi versi il dono della naturalezza, il vivere dell'anima con la sensibilità vibrante pur quando ín essa circola qualche immancabile soffio di malinconia causato dalla stessa intensità di un efficace poetare. E le poesie di questo volume, sono brani ispirati ad effetti d'echi, a trasparenze cristalline, a naturali tendenze all'elegia, ad una specie di magia data da una ridda di spiriti sfarfalleggianti tra sortilegi e sonorità di timbri che si adeguano alla varietà degli umori della poetessa.

Una poesia straordinaria, lievitata dalla gioia, dal dolore, dalle delusioni, da certi momenti di accorata disperazione ma, sopratutto, elevata da una forte dose d'esperienza e di molteplici tradizioni. Ne vien fuori così un quadro di lettura assolutamente interessante e piacevole, moderna, aggiornata al gusto del pubblico d'oggi.

Una poetica vitalistica e, contemporaneamente, musicale, che si distende in logica d'intrecci squisitamente umani, una densità positivistica per il tocco incantatore che Francesca Simonetti dà alla sua poesia, impegnandola nell'espansione e nella molteplicità delle "voci" contenute nei versi, voci che arrivano al lettore con un tono dal timbro coinvolgente. E questo, rappresenta un motivo di vanto per l'autrice e per la sua eccezionale bravura!

Ella infatti, si muove su diversi piani e lo fa con asciutta eleganza e buon prestigio, passando dalla seducente attrattiva letteraria, ad un passo estremo di equilibrismo, in una disinvoltura díscorsíva che mele maggiormente in risalto unà Poesia di graipregio, perché la finezza intellettuale e la sua cultura, si fanno fortemente sentire in queste liriche.

E non a caso ne nasce una realizzazione veramente bella, dal principio alla fine, anche per l'avveduto, funzionale apparato linguistico dell'autrice palermitana, che sa estrarre in modo perfetto, dalla sua mente, molte splendide idee, originali, così come riuscite sono le posizioni e l'atmosfera generale dell'intera Raccolta.

Liriche raffinate, con tempi giusti, esenti da monotonia e realizzate in un'ottima sincronia dei versi. Perché ogni verso di questo volume, è uno sguardo dritto, penetrante, un modo aperto, disponibile, un'intensità di sentimenti che colpisce subito, al primo impatto, per la sua profonda intensità espressiva, che non è sempre facile trovare in altre opere.

Qui, qualunque riga va guardata come una vena portante il sangue della poetessa, capace di trasmettere emozioni che possono "segnare intensamente". Perché nelle sue parole, è facile riscontrare anche lo splendore dei sogni lontani, delle cose perdute, della giovinezza sfiorita...

E queste, sono poesie che hanno dentro una piccola gemma, un frammento di cristallo luccicante e azzurro come il mare e il cielo di Palermo e tutta la sfolgorante bellezza di una terra mediterranea che bene conosce le antiche carezze del Sole!

Recensione
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