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Sì, è vero, c'è una certa affinità di pensiero tra l'autrice Luzzio ed il filosofo Heidegger. Infatti, secondo quanto egli dice in una sua opera, "l'analisi fenomenologica porta alla luce le strutture fondamentali, perché la poesia è la nominazione dell'essere e dell'essenza di tutte le cose".

E Ripercussioni esistenziali è una raccolta originale e simbolica immagine di un itinerario poetico che si muove con garbo particolare entro il vasto mare delle parole... Con questo libro, l'autrice ci immerge nel fantastico mondo della sua conoscenza e della sua sensibilità. La varietà dei temi che affronta e la solidità dei contenuti, mettono a nudo non soltanto le sue autentiche qualità poetiche, ma esaltano una complessa e geniale personalità letteraria capace di trascendere pensiero e azione esistenziale in un susseguirsi d'immagini quale specchio interiore in un continuo dialogo con il mondo esterno.

Francesca Luzzio si schiera quindi perfettamente ed eleva il suo dolce e toccante canto, quasi a voler raggiungere le vette del cosmo in un'ondata d'armonia. Perché esistenziale è la sua vena poetica, mossa – per intermittenze – tra illuminazioni e ritorni di coscienza.

E quando un libro di poesia, si apre con una robusta ed ampia Prefazione e si chiude con una Postfazione, come questo della poetessa palermitana, credo che, per chiunque altro venga chiamato a scrivere un'altra "nota critica", l'impresa possa presentare un certa perplessità. Perché le parole, in fondo, sono sempre quelle che conosciamo e non se ne possono inventare delle nuove, anche se qualche volta, il contenuto poetico di alcuni libri, incita proprio ad andare alla ricerca di formule diverse, per meglio metterne in risalto il contenuto.

E qui, in queste Ripercussioni esistenziali, lo spazio poetico circonda tutti gli aspetti entro un bagliore che investe l'anima. Perché in questa luce, la poetessa impone la sua presenza, esponendo le sue inquietudini, le sue passioni, i suoi dolori il suo amore, le sue passioni, i suoi colloqui col cielo, ora nell'itinerario del sogno, ora su quello della realtà. Ma soprattutto, in questa- luce c'è vita. Vita da vivere in un'alternanza sospesa tra vitalismo gioioso e amara consapevolezza del dolore, delle nostalgie. Vita che, come onde mosse dal vento, passa e trafigge lasciando ferite ma, al tempo stesso regala immagini colorate di magia.

Ed è così che circolano filtrate dall'intelligenza, versi soffusi d'ironia, di volontà tesa al tono un po' scettico quando affronta temi che hanno a che fare con il "potere".

Non mancano però anche le emozioni, che sono la vera voce del cuore, quella che non viene mai coinvolta nello squallore che la realtà porta sempre con sé.

E poi, splendidi e lucenti, ci sono i ricordi.

E quando il rammemorare la porta a rivedere alcune vecchie e particolari zone della bellissima città di Palermo, la sua anima vibra, mentre i suoi occhi scavano nel buio del passato. Io, che conosco ogni angolo antico della città e quindi anche il Cassaro e Ballarò (ma è anche questa una parola araba?), riesco benissimo a penetrare nelle sensazioni molteplici che si affollano dentro la mente di questa straordinaria poetessa!

In Ripercussioni esistenziali c'è tutto l'insieme speciale di un campionario d'immagini che si alternano, facendo così coincidere i ricordi del passato con le realtà del presente. E questo, proprio perché nel dire poetico, Francesca Luzzio pone tutto il suo talento, immergendosi – profondamente – nelle memorie, nei suoni, nei colori, nell'insieme delle parole.

La gradazione predominante rimane sempre la figura della sua personalità, del suo intimo pessimismo per la cupa e confusa situazione del mondo. Ed in questo suo impegno compositivo, la poetessa, nelle varie espressioni, vi condensa un'infinita di cose sfiorate da un sottile velo d'angoscia.

Echi di parole spesso inquiete, dove la morte, anche se dolorosa, rientra nel campo delle umane privazioni, cioè come coerenza del terribile gioco della sfida quotidiana, come vitalità che, malgrado tutto, non intende arrestarsi di fronte all'ignoto.

Il suo poetare, quando si fa più profondo, emana delle strane note musicali che colpiscono la sensibilità dell'anima di chi riesce a captarle. E queste note, danno un tono armonioso anche alla tristezza e le parole prendono colore delle tante accurate "pennellate" distillate da un carico di poesia.

Balena così l'arcana dimensione reale di elevati sentimenti umani indenni da ambiguità, da accensioni ricercate solo per far colpo. L'autrice scrive con una chiarezza lineare, scorrevole, con una velatura d'intensità quasi religiosa, quando il pensiero indulge alle emozioni perché sono versi in cui l'ala tenera dell'amore per la sua terra, viene splendidamente cristallizzata in quell'atmosfera sublime di azzurri e di sole di cui la Sicilia, è regina incontrastata!

Recensione
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