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Il libro che ho appena finito di leggere, è una "opera prima". E Ritorno al tempo che non fu, nel suo insieme , più che uno dei soliti romanzi, potrebbe benissimo appartenere alla categoria delle favole o delle fiabe, proprio perché in queste pagine si annida una densa quantità di fantasia che, qua e là, s'intreccia in una forma che, pur sembrando complicata, è invece comprensibilissima e coinvolgente, perché è pure presente, l'immancabile massa di realtà che lega, in modo veramente interessante, questa strana vicenda che sa sollecitare la curiosità e quindi, cosa veramente importante, l'interesse del lettore fin dalle prime pagine, dove io, attraverso le varie ombre che velano la verità, riesco ad intravvedere molti elementi che potrebbero far definire questo romanzo (e ricordo che si tratta di un'Opera Prima!), non solo un romanzo con molta similitudine con le fiabe più fantasiose, ma anche un libro con caratteristiche che sono prerogative dei libri gialli.

Per questo motivo, faccio il possibile per evitare di ricalcare le orme del "prefatore" che, in sintesi, dà una panoramica ben descritta del contenuto del libro. Io cerco invece, di mettere nel giusto rilievo, la personalità e le notevoli doti narrative, l'ottima fantasia e la incontestabile bravura dell'autore-scrittore che, professionalmente, è un musicista. Ma tutti seppiamo bene che quando si è un artista, immancabilmente si è anche un amante di tutte le Arti in genere e perciò non mi stupisce il fatto che egli può, senza alcune difficoltà, dividersi idealmente in due parti uguali per entrare, con lo stesso entusiasmo, in due mondi che possono sembrare diversi e che, in realtà non lo sono.

Perché il segreto della buona riuscita in entrambi i campi, sta fatto che, sia, per inventar parole, sia per inventar note, il M.C.D. che unisce in maniere perfetta i due artistici elementi, è la "fantasia"! naturalmente corredata da tanti altri piccoli particolari.

E lo scrittore-musicista Alessandro Pierfederici, ha imboccato la strada giusta per arrivare, con successo a due traguardi ugualmente fascinosi. E, immettendoli nel campo della narrativa, dopo aver scritto un libro senza dubbio originale,  Alessandro ha dimostrato di possedere, anche nel campo letterario, un'ottima professionalità.

Con questo fantasioso romanzo, egli ha portato alla luce le sue più intime aspirazioni evidenziando, quasi scenicamente, con l'aiuto delle parole appropriate e con scelte per lo svolgimento della tematica usata. E'. nato così un romanzo che oggi, attraverso la pubblicazione, sarà in grado d'iniziare il suo viaggio fra le gente. E per come l'ho letto io e, per conseguenza, giudicato, sono convinta che riscuoterà molti consensi, perché il suo attingere nell'ambito che incrocia fabula e istoria, fra il brivido del giallo e l'esotico quasi mistico, dà concretezza a quella che può apparire un'avventura ambigua e che  si riverserà invece, dolcemente, entro una delle tante reali avventure della quotidianità, perché in fondo, è una "storia" che si muove entro l'area chiara di un vaso cristallino quale, in fondo, è la mente sempre in movimento dell'uomo, degno habitat di una fantasia pregevole che, con molta maestria ed intelligente acutezza, si scioglie e si dissolve in forma tecnicamente perfetta, aleggiando su queste pagine.

E quando si racconta una storia, qualunque sia il suo reale genere, è come se, nel finale, arrivasse all'orecchio, chiara e serena, una voce melodiosa e concluderla. E qui, in questa appena narrata da Alessandro Pierfederici, pur avendo uno svolgimento dalle tante sfaccettature, sempre di una belle storia si tratta!

Anche se spesso, la vite reale impone di affrontare recite, costruire commedie e farse che possono anche tramutarsi in drammi, proprio mentre il sipario sta per calare sulla scena...

Per cui si sa che ogni sentiero dell'uomo ha sempre il suo immancabile labirinto e che, alla fine, si arriva al termine...

Ma restando con l'attenzione ferma su queste pagine, ritroviamo, inaspettatamente, il Ritorno al tempo che fu , nel momento stesso che il protagonista afferma che "la. sue anima, splendeva nella comprensione di un sentimento universale,come supreme armonia e bellezze del mondo ogni arsura del Tempo fugge lontano e nell'infinità si dilegua". Anche l'anima esce da una serie d'ingranaggi incastrati in una distesa di tempo infranto, quel tempo che non fu e che oggi, magicamente ritorna, forse carico di promesse rosate, come rosato è il cielo nelle ore che precedono una nuova alba!

Recensione
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