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Vite affrancate
Originale il definire i suoi 21 racconti come “tante altrettante barche
ormeggiate presso un porto”, e l’autore afferma anche” di essere lui stesso il
custode di queste barche”, perché è proprio lui che le ha create in forma
narrativa! Le tematiche sono profondamente incisive, capaci di conquistare
subito il lettore, coinvolgendolo, sono diverse, ma tutte espresse in chiara
sintonia con la realtà, cioè complete di tutti i supporti della vita vera. Fabio Barbon , insegnante nei Licei, aprendosi con autentica passione “all’Arte del
raccontare”, dimostra non soltanto la personale bravura ma, cosa più importante,
mette in buona evidenza, questa preziosa dote del saper raccontare in maniera
semplice ed appassionante insieme.
Ventun storie di vita vera, vissute da
creature vere. Tra riga e riga si può anche infiltrare qualche clandestina nota
di intelligente fantasia, probabilità assolutamente normale, perché fa parte del
lavorio mentale di tutti gli scrittori che, per la loro cultura e la loro innata
fantasia, usano tutte le armi che sono in loro possesso, insieme alla vasta gamma
dei sentimenti che trovano attiva partecipazione ad ogni tematica trattata,
sicuramente perché ogni tema descritto, viene dall’autore percepito fortemente e
quindi espresso in composizioni narrative con una tessitura stilisticamente
personale. Fabio Barbon, in questi suoi interessanti racconti, raggruppati nel
titolo unico di Vite affrancate, cerca di definire e di concretare, anche
elementi sentimentali. E l’insieme, non è delimitabile, né nei contorni, né nelle
forme, perché le parole s’inseguono quasi con un’intima musicalità che dà al
complesso narrativo la fluidità ed anche l’evanescenza segreta che contiene la
fusione del reale con l’elemento della fantasia. In questa quasi magica
commistione, viene innestata la stabilità emotiva, conoscitiva, esistenziale che,
automaticamente, si unisce al fattore immaginifico ed espressionistico, sino a
rasentare la perfetta creazione di una Raccolta di racconti che affrontano una
varietà di temi che si insediano in un lodevole svolgimento di ottimi racconti
esenti da caos e dove la vivace ispirazione dello scrittore, conduce chi legge in
mondi diversi e variegati, facendoli penetrare anche in una particolare
dimensione interiore.
Perché il contenuto narrativo del libro Vite affrancate
dell’autore Fabio Barbon, cala nella profondità di ogni suo singolo racconto e,
ad ogni racconto dà un’anima, dà un’attrazione particolare, una diversificazione
che attrae per l’accurata mescolanza dell’intera gamma delle parole che vengono
inserite in questi racconti, dando ad essi, la possibilità di rivivere nella
mente e nell’interesse umano degli uomini che, pur avendo vissuto il “passato” e
vivendo il “presente”, sono sempre proiettati nel mistero del “futuro”.
Scrivere, come ben si sa, è una passione inestinguibile, che ha bisogno di essere
alimentata, così che per chi scrive, è anche una specie di fuga, così carica
d’ansia, che scende a raggiungere un misterioso e frusciante sipario, dietro il
quale si possono celare e quindi anche carpire, parole ancora nascoste, parole
da catturare, da decifrare, per dare ad esse altre codificazioni, altro respiro,
per far esplodere dalla propria mente altri flussi di idee nuove, per poter
continuare a “trafficare” con queste idee e provare altre emozioni da raccontare
e da imprigionare fra altre pagine. Perché è risaputo, che chi scrive, è
indotto alla continua tentazione dalle parole, che chiedono di sfarfalleggiare
all’infinito….!
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Recensione |
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Vite affrancate
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narrativa
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| Autori |
| • | Fabio Barbon |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2011 |
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| Premessa dell'autore. Foto di copertina di Michaela Amroch - pp. 160 |
| prezzo: € 14,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Radio Rai nr.1/2012
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