Servizi
Contatti

Eventi


In un panorama di testi poetici grondanti malinconie e solitudini, paure e angosce, queste Estravaganti poesie del tranese recano un soffio di aria salubre e fresca come polla sorgiva. Con una verve spigliata, Domenico di Palo non elude però i problemi – che ci sono e sono tanti – ma li spoglia della loro drammaticità col sorriso sulla bocca. “Grazie ohibò | ma si fa quel che si può | e più di certo no | perché già lo so | che dopo il sì | ritorna il do” (Ohibò). E’ un esempio di come di Palo aggiri l’ostacolo e cammini spedito verso la meta.

Questo andare nella direzione opposta, s’inquadra perfettamente nella personalità tutta di Domenico di Palo, pubblicista impegnato in battaglie politiche e di riflessione letteraria, che non vede di buon’occhio i conformismi e li combatte a viso aperto. Il verso ha ritmi leggeri, sospeso quasi sul filo delle ebbrezze e dell’estasi d’amore. “L’amore – si dice – | è più di un terno al lotto | se tu sei felice | e già ti sembra eterno”. E’ facile scoprire come di Palo carpisca i segreti più intimi dell’animo umano, affrancandoli dei pesi smisurati dei quali troppo spesso siamo abituati a caricarli. Il passo è scattante, poche frenate, con sussulti che si vestono di armonie insolite. La misura più naturale è la compostezza del linguaggio, nutrito di letture classiche, ma scorporati nella dimensione di un percorso che si fa via via interessante ed estremamente variegato. Insomma, una poesia densa di umori e di sapori, che si presta ottimamente all’ascolto più puro.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza