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Una Padova altra.
La Libreria Draghi: osservatorio di cultura

Intervista a Pietro Randi, lo storico titolare

Se a Padova ci sono uomini schivi, che si mantengono lontani da qualsiasi tipo di proscenio, e di poche (ma avvedute per così dire) parole, il primo posto spetta sicuramente a Pietro Randi: 87 anni portati con alta dignità, sia fisicamente, sia mentalmente. Un’età raggiunta e ben portata nonostante la sua esistenza non sia stata sempre tranquilla – quella tranquillità che emerge dallo sguardo e dall’eloquio calmo, pacato, discorsivo – è bene precisare. Perché con i colpi “normali” che la vita riserva un po’ a tutti, a lui ne è toccato uno pesante assai: la chiusura della storica Libreria Draghi, appartenente alla famiglia dal 1920.

Ma… «prima di iniziare la mia attività nella libreria di famiglia, ho peregrinato per l’Europa e successivamente ho raggiunto New York, avvicinando colleghi librai e anche editori (Vanni Ragusa, ndr., per esempio). In particolare ho sostato a Parigi, allora unica e incontrastata capitale della cultura e della editoria nell’immediato dopoguerra, dove ho ottenuto un brevetto di lingua francese alla Sorbona. Questo fu il mio passaporto per avere, nel corso di quasi sessant’anni della mia vita di libreria, un orizzonte ben più aperto di quello costituito dal commercio del libro»…

Espressioni, rivelazioni come questa, si leggono in una elegante plaquette che a Pietro Randi ha voluto dedicare Maria Luisa Daniele Toffanin, poetessa immersa peraltro nella vita civile e sociale di Padova. Il titolo del libro recita eloquentemente: Una Padova altra - La Libreria Draghi: osservatorio di cultura. Si tratta di un’intervista rilasciata anni fa da Randi a Maria Luisa – e finora inedita.

Rivive, nella storia personale e nei ricordi di Pietro, la libreria famosa, con i suoi personaggi passati e più recenti. Da Ardigò a Franco Sartori, dai maestri dell’Ateneo agli autori che passando per Padova non mancavano di far lì sosta, per così dire, da Draghi. Tanto che, nella corrispondenza di Manara Vangimigli, per esempio, sempre ricorrono i nomi della Libreria, del Pedrocchi, del Bo e del (fu) ristorante Dotto.

Padova di ieri e di ieri l’altro, dunque, ricordata da un Pietro Randi di oggi!

28 luglio 2012

Recensione
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