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Appunti per un romanzo ovvero tutto fa idea

Il titolo stesso dell’opera ”Appunti per un romanzo - ovvero tutto fa idea” è già una perifrasi attraverso la quale si indica il sottogenere di appartenenza: il metaromanzo, ossia il romanzo nel romanzo, il romanzo che parla di se stesso.

Il protagonista, Lion, giornalista e scrittore, è in ferie ed alloggia in una camera di albergo il cui balcone, sebbene tramezzato, è condiviso con la camera accanto. Ciò gli consente di ascoltare il dialogo tra due amiche, Maura e Giorgia che in atto la occupano.

Forse in piena attività lavorativa, non avrebbe preso in considerazione quello che aveva sentito, ma in quel momento gli sembra un’idea possibile d’incipit di romanzo ed è per questo che diventa progressivamente amico dei fidanzati delle due ragazze ed inizia una sorta di accurata indagine per conoscere il loro passato e il loro presente di cui prende progressivamente appunti perché “tutto fa idea”.

Per l’ autore-scrittore Antonio Sartor, così come per Manzoni, la letteratura non solo deve avere per oggetto il vero, ma deve anche essere interessante ed utile, pertanto alla fine, induce il suo alter ego, il protagonista Lion a considerare futile e banale la storia dei protagonisti per farne oggetto di letteratura. Certo non può essere utile per il lettore l’erotismo sfrenato di Maura o interessante la caccia alla ricchezza della sua amica Giorgia, motivi per cui sposano rispettivamente Giliberto e Paolo, o l’intrecciarsi d’interessi ed egoismi di chi sta loro intorno. In effetti sono tutti sentimenti, istinti ed azioni che rientrando nel “banale quotidiano”, mancano di quel quid specifico che rende il reale degno di esternazione letteraria: “Una ragazza invaghita dalle dimensioni di un pene in erezione, insieme ad un’altra a caccia di eredità..., non erano il meglio del meglio da sviluppare in un romanzo” (pag. 80).Così il romanzo programmato resta allo stadio di appunti, conservato in un floppy: “fu così che decise di memorizzare il File appunti. Doc su un floppy nuovo e di riporlo in archivio” (pag.82).

Il metaromanzo comincia con l’invito da parte di Lion a Giliberto e Paolo, ormai suoi amici da molto tempo e di entrambi separati dalle rispettive mogli, di partecipare al festival della letteratura di Mantova e si conclude con la loro presenza in tale città, dunque l’evento letterario diventa una sorta di cornice dentro la quale si sviluppa il flash back della vicenda, o meglio l’indagine che il giornalista-scrittore svolge, per realizzare la quale non solo aveva instaurato il rapporto di amicizia, ma aveva coinvolto un’amica investigatrice. Ma alla fine, a prescindere dallo scarso interesse letterario della loro vicenda, Leon comprende anche che: ”Procedere col romanzo avrebbe voluto dire usurpare, appropriarsi con fraudolenza del privato, come fotografare di nascosto chi rifiuta di essere ripreso perché ritiene che attraverso lo scatto della macchina gli sottragga l’anima” (pag.83).

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