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C’ qualcosa nel dolore degli altri

Poche pagine, pochi versi, eppure essi raccontano un’intera vita focalizzandone i momenti salienti, quali l’innamoramento, la morte dell’amato, la faticosa e vana ripresa della vita; tali eventi, rivissuti nella loro essenza esistenziale, condizionano il presente e finiscono per trovarsi quale “pungente briciola in qualche angolo della pelle” (pag.8).

Cos il tempo vissuto quale bergsoniana durata e la poetessa, sebbene ormai non si regga in piedi cos “disossata”(pag.10), attraverso la magica sublimazione poetica, con vigile ed amara coscienza fa emergere anche quello che forse un tempo non ebbe parole. Non solo, infatti Maria Leonardi sa anche uscire dall’hortus conclusus della sua esistenza e guardare la sofferenza degli altri”, che strappa | un ciuffo d’erba via | dal suo giardino (pag. 2), oppure trovare, lontano da “questo marasma continuo | dove tutto sbatacchia (pag.9), nel mare, la propria ancora e la propria salvezza. La chiarezza del lessico, la versificazione piana e musicale, i tropi facilmente intellegibili, rendono i versi fruibili anche ad ogni tipologia di lettore.

Recensione
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